Questo sito web utilizza i cookies per offrire una migliore esperienza di navigazione, gestire l'autenticazione e altre funzioni. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento, l'utente esprime il suo consenso all’utilizzo dei cookies sul suo dispositivo.

 Visualizza la Privacy Policy Approvo
instagramyoutubecustom1

MONTEPASCHI IRRICONOSCIBILE, AL BOLOGNA BASTANO SETTE RIPRESE. NETTUNO SI RISCATTA BASTONANDO I RILIEVI DEL SAN MARINO

Bastano sette riprese alla Fortitudo Bologna per piegare il Montepaschi Grosseto (11-1 il finale)  nella gara pomeridiana allo Jannella. A condannare la formazione toscana, apparsa irriconoscibile, con Cooper e D'Amico al di sotto dei loro standard, è stato soprattutto un interminabile terzo inning da sei punti e sei valide.  I toscani avevano reagito subito al punto avversario del 1° attacco, ma nulla hanno potuto dopo aver subito quel devastante big-inning. Cooper eliminava subito Infante, ma andava in crisi dopo le valide di Pantaleoni e Garabito. Austin aspettava quattro ball e poi la furia emiliana proseguiva con Liverziani, Angrisano, Alaimo (doppio) e Infante. Solo dopo undici battitori affrontato il mancino italoamericano chiudeva la ripresa. Nemmeno l'ingresso in campo di Yovani D'Amico riusciva però a fermare le scatenate mazze bolognesi, che al  quarto mettevano a segno altri tre punti. Il rilievo non trovava l'area di strike, concedendo quattro basi, un colpito ed una valida a Stocco. Il manager locale Labastidas faceva così ricorso, per la prima volta in questa stagione, ad Alessandro Medaglini, che lasciava a secco gli ospiti al 5° e al 6°, ma al 7° subiva il punto della manifesta da Garabito, che con una valida faceva segnare Breveglieri, colpito.
L'avvio del match era stato particolarmente brillante, con un botta e risposta che non faceva pensare ad una conclusione così netta a favore della Fortitudo. Bologna passava in vantaggio con Infante. L'interbase batteva un singolo, rubava la seconda e, dopo una base, a Pantaloni, il bunt di Garabito portava i corridori in terza e seconda. A Austin bastava una lunga volata a sinistra per far segnare il compagno.
Immediata la risposta del Montepaschi: Nunez picchiava un doppio a destra, rubava la terza e correva a casa sulla battuta di Sgnaolin su Infante. Ribeiro subiva anche le valide di Marval ed Ermini, ma Infante e Alaimo confezionavano il terzo out. Era quello l'unico guizzo di un Grosseto in giornata no.

IL TABELLINO

Da Nettuno, Fabio Ferrini

Abraham Nunez ha spinto a casa i primi due punti del Nettuno con un doppio al centro (Ferrini/FIBS) La Danesi Nettuno ha un pronto riscatto e pareggia i conti contro la T&A San Marino imponendosi 8-1 in una partita dai due volti dove ancora una volta a decidere sono i rilievi. A differenza della prima gara, a tradire sono i lanciatori di Bindi che gettano alle ortiche quanto di buono costruito fino a quel momento dal partente Thiago Da Silva. Nella disastrosa e decisiva ottava ripresa passano sul monte degli ospiti ben quattro lanciatori, Crudale, Gregorius, Orta e Lucena, due dei quali senza fare eliminazioni, e vengono asfaltati dalle mazze tirreniche che, in parte per demeriti altrui, ribaltano lo svantaggio iniziale e siglano ben otto punti. La fine di un incubo chiamato Da Silva per la Danesi che fino a quel momento era stata tenuta sotto controllo dai lanci del pitcher italo-brasiliano. Sceso il partente all'ottavo il San Marino si è sciolto come neve al sole senza avere dai suoi rilievi ciò che invece aveva ricevuto da Ramirez venerdì sera.
Crudale apre l'inning con quattro ball a Retrosi, poi in seconda su lancio pazzo, e ad Alexander. Bindi decide allora che la partita del mancino è finita e affida la palla all'antillano Gregorius la cui prestazione è anche peggiore: base ball a Camilo e sacchetti tutti occupati, doppio di Nunez per i primi due punti (2-1) e un colpito che torna a riempire i cuscini. E' quindi la volta di Orta che viene subito battezzato dal singolo al centro di Navarro con cui la Danesi vola sul 4-1 e a cui segue il sacrificio di Gasparri. Il colpo del ko definitivo, anche sul morale, avviene contro Renato Imperiali a cui San Marino decide di dare la base intenzionale; sul terzo lancio la palla rimbalza davanti al piatto e va a sbattare dietro casa base permettendo a Peppe Mazzanti di trotterellare a casa (5-1). Il singolo di Leonardo Mazzanti e il doppio in mezzo agli esterni di Retrosi spingono altri tre punti(8-1) e insieme ai quattro ball ad Alexander pongono la parola fine anche sulla gara di Orta. Tocca così a Lucena chiudere senza ulteriori danni una ripresa che fa crollare i sogni di un San Marino molto bravo fino a quel momento a condurre una gara giocata sul filo dell'equilibrio con Carrara e Da Silva attori protagonisti tanto che il risultato si era sbloccato solo al quinto sul singolo di Duran e Suardi a casa in scivolata. Unico neo di una buona partita dell'ex Major che al primo segnale di calo al settimo, con basi cariche ed un out, veniva rilevato da un Pezzullo capace di impedire altri punti con una corto fly ed uno strike out.

IL TABELLINO