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LE ITALIAN BASEBALL SERIES SONO STATE UNA FESTA PER IL NOSTRO SPORT

Di Riccardo Schiroli

Il fantastico pubblico di Nettuno (Ferrini/Fibs)Nelle Italian Baseball Series ha vinto la squadra migliore. Può sembrare una considerazione banale, ma mi piace ribadirla perchè ha avuto una autorevole 'vox populi' a supportarla: quella dei 6.500 spettatori che sabato 6 settembre, subito dopo il terzo strike girato a vuoto da Duran contro Figueroa, si sono alzati in piedi allo "Steno Borghese" di Nettuno tributando alla T&A San Marino un lungo applauso. A quel modo, assieme al San Marino ha vinto il baseball e io a questo pensiero mi sono quasi commosso. Poi ho pensato a che ricchezza rappresenta per il baseball italiano questo pubblico di Nettuno, composto in larghissima parte da giovani. E ho sorriso ripensando a chi pretende che il nostro sport sia in crisi. Evidentemente, non è mai stato a Nettuno.

E non è probabilmente stato nemmeno a San Marino durante le Italian Baseball Series 2008. Nelle 3 partite giocate a Serravalle la Repubblica più antica del mondo ha battuto ogni record di pubblico della sua storia più che ventennale di baseball. Per questo non mi sono commosso, ma ho ripensato a come era andata nella stessa situazione nel 2005, con le piogge autunnali e il vin brulè e dopo un po' di meditazione ho deciso che dovevo scriverlo chiaro: così concepita, la Italian Baseball League funziona.

Parliamo anche di un'altra bizzarra pretesa: il baseball italiano è in crisi d'identità perchè ha vinto una squadra straniera. San Marino gioca nel campionato italiano secondo le regole del baseball italiano. Manda in campo regolarmente i suoi atleti di 'scuola italiana' e rispetta le regole sull'utilizzo degli stranieri. Incidentalmente, la T&A non ha schierato nelle Series atleti che sono cittadini di San Marino, ma anche se lo avesse fatto cambierebbe poco. In base ad un accordo tra i Comitati Olimpici di Italia e San Marino (il CONS esiste dal 1959, mica dall'altro giorno), gli atleti sanmarinesi godono di tutti i diritti degli atleti italiani. A parte, ovviamente, la possibilità di vestire la maglia delle squadre nazionali. Perchè sono anagraficamente stranieri, anche se parlano italiano e sono equiparati agli italiani sotto molti punti di vista, a cominciare della formazione sportiva. Non è niente che si sia inventato il baseball: ricorderete un certo Bonini che giocava a calcio nientemeno che per la Juventus o un Macina che arrivò a vestire la maglia del Milan di Liedholm. Si tratta di atleti non di secondo piano e non giocavano certo come stranieri. Anzi, qualcuno si indignò perchè non venne data a questi ragazzi la possibilità di vestire la maglia azzurra dell'Italia.

Parlando del San Marino, corre l'obbligo di dire che la T&A ha avuto un MVP ufficiale, che è Max De Biase (10 puntiSheldon in volo angelico in gara 6 (Ferrini/Fibs) battuti a casa giocando con uno strappo!), ma parecchi atleti che non hanno magari statistiche da MVP, ma hanno giocato come... RVP (sarebbe: 'really valuable player'). Come l'eterno Sheldon, che è l'unico quarantenne che conosca in grado di fare tuffi come quello di gara 6. O Dean Rovinelli, che ha deciso di non usare mezze misure e ha battuto solo fuoricampo (4, con 7 punti battuti a casa). O Seth La Fera, sempre presente, 0 errori come interbase, 2 apparizioni in pedana di lancio. E guai a chi tira in ballo che ha battuto solo .207. O Matteo Tonellato, che non lanciava dal 13 agosto ed ha tenuto in partita i suoi per 7 inning in gara 6. O Luca Martignoni, che con il San Marino in difficoltà nella gara riservata ai lanciatori ASI ha preso in mano la situazione fin dal girone di semifinale, lanciando da partente dopo un anno giocato da rilievo. O Tiago Da Silva, la più bella sorpresa della stagione. E non proseguo, perchè la lista potrebbe diventare lunga. Cito solo William Vasquez, che i numeri da MVP (media .375, media arrivi in base .455, 18 basi totali...) li avrebbe anche avuti, ma ha ricevuto meno voti di De Biase.

Parlando invece della Danesi Nettuno, penso che non potesse davvero fare di più. Forse da Ugueto e Camilo ci si poteva aspettare un contributo maggiore (da Ugueto soprattutto, da Camilo non troppo: ha chiuso con media .273, ma la sua media di arrivi in base è un .500 tondo), di certo Tavarez (ha dovuto stringere i denti a causa di guai muscolari) e Parisi (ha ricevuto 16 partite in fila, nella 'post season') non hanno dato un grosso contributo nel box (entrambi sotto media .100), Castrì ha subito 10 strike out su 21 alla battuta (ma è stato l'ultimo ad arrendersi, sabato notte). Ma le lacrime di Ruggero Bagialemani, colte dalle telecamere a fine gara 7, sono eloquenti: la squadra ha dato tutto quello che aveva da dare.

La copertura mediatica delle Italian Baseball Series è un altro motivo di soddisfazione. Tutte le partite sono state proposte in diretta da Rai Sport Più. E vado a capo, perchè sento già la lamentela sul fatto che sabato notte la Rai si è collegata alle 23.
La Rai fa le sue scelte di palinsesto (che non gli danno neanche tanto torto, visto che ha comunque documentato in diretta la vittoria della T&A). La FIBS ritiene che l'accordo con la Rai sia la miglior soluzione possibile oggi. Il fatto che il baseball sia tornato sulla TV in chiaro (45 minuti di gara 5 giovedì 4 settembre su Rai 3) rappresenta una vittoria. Indipendentemente da queste considerazioni, la FIBS ha cercato comunque di permettere a tutti gli sportivi di seguire in diretta anche le parti di gara non trasmesse dal canale satellitare di Stato, facendo un ulteriore sforzo produttivo assieme alla TV nazionale di San Marino. Per la cronaca, gara 7 della serie di finale sarà riproposta integralmente da Rai Sport Più alle 17.35 di lunedì 8 settembre.
Alle Italian Baseball Series era presenta anche una troupe di Sky Sport, che ha coperto con servizi per Sky Sport 24 le Series da gara 5. A parte i sempre puntuali servizi dei quotidiani sportivi, e la massiccia copertura delle pagine regionali di vari quotidiani, i risultati sono apparsi sui quotidiani nazionali 'generalisti': non è tantissimo, ma è un segnale di attenzione.

La mia conclusione è decisa: le Italian Baseball Series 2007 e 2008 hanno indicato che questa, per il baseball italiano, è la via giusta