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Brent Strom, pitching coach degli Houston Astros, sarà alla CON6. (Kirby Lee/USA Today Sports)
Federazione

Brent Strom, un 'mago' alla CON6

La CON6, che si svolgerà a Rimini dal 24 al 26 gennaio 2020, e che presenta i lavori di CNT, CNC e CNA ed offre, per la prima volta, anche percorsi per atleti, dirigenti e medici, si arricchisce di una presenza di peso: quella del 71enne Brent Strom, il “mago” degli Houston Astros.

Per il nativo di San Diego (California), che ha avuto in Sandy Koufax idolo e fonte di ispirazione, si tratta di un ritorno in Italia a più di dieci anni di distanza dal 1° corso per pitching coach baseball, svoltosi nel 2008 a Rho (MI) ed organizzato dal Comitato Nazionale Tecnici.

Brent Strom ha una lunga esperienza nel mondo del baseball iniziata con due titoli NCAA conquistati da giocatore con la University of Southern California e proseguita con la firma con i New York Mets, avvenuta in seguito alla chiamata al draft 1970, avvenuta al primo giro e con la terza scelta assoluta dopo aver precedentemente rifiutato, nel 1967, quelle di San Francisco Giants e California Angels, gli attuali Los Angeles Angels.

Dopo aver raccolto interessanti successi nelle minors, Strom è stato chiamato in MLB nel 1972, ma la sua carriera nella “grande lega” non è andata secondo i piani: tra 1972 e 1973 ha vestito le divise di New York Mets e Cleveland Indians, poi, dopo aver saltato il 1974, ha chiuso la carriera nei Padres, dove ha militato per 3 stagioni prima di diventare il secondo giocatore nella storia a sottoporsi alla Tommy John surgery, intervento che gli ha consentito di lanciare per altre tre stagioni nelle leghe minori. Chiude la sua prima carriera in MLB con un record di 22-39 ed una ERA di 3.95 su 100 partite e 501 riprese lanciate.

Appeso definitivamente il guantone al chiodo, Strom si è dedicato alla seconda parte della sua carriera professionale nel mondo del baseball che comincia grazie agli Houston Astros, che lo hanno arruolato come responsabile dei lanciatori di minor league. Nel 1996 ha fatto il suo debutto come pitching coach degli Astros, mentre tra 2000 e 2001 ha fatto parte dello staff dei Kansas City Royals prima di assumere, per sei stagioni, il ruolo di coordinatore dei pitching coach delle minors dei St. Louis Cardinals, tra 2008 e 2013.

Dall’ottobre 2013 è tornato nella famiglia Astros come pitching coach della prima squadra ed i risultati parlano chiaro: tre no-hitter sotto la sua egida (gli ultimi due proprio nel 2019), due “pennant” American League, una World Series conquistata nel 2017 ed il riconoscimento, assegnato dalla rivista Baseball America, come coach dell’anno nel 2018, stagione nella quale lo staff lanciatore degli Astros ha chiuso al primo posto nella maggior parte delle statistiche relative al monte di lancio.

Dal 2018 è il coach più anziano in MLB, ma l’età, per Strom, non è un limite. Sebbene nell’utilizzo dei lanciatori adotti un approccio “old school”, Brent Strom è tutt’altro che chiuso di fronte alle nuove frontiere. Il pitching coach degli Astros infatti utilizza approcci moderni ed innovativi nello studio dei battitori avversari e nella preparazione dei lanciatori, aiutandosi anche con i più importanti dati statistici. Dell’attento repertorio di Strom fanno parte gli studi sull’effetto magnus e l’attenzione sullo spin rate, ma anche idee strategiche sull’utilizzo dei lanci, sulle traiettorie e gli effetti da utilizzare e la posizione del corpo da tenere, idee che lo accomunano a Ron Wolforth (già ospite alla CON3 2019) e che hanno permesso alla squadra texana di costruire le proprie fortune grazie al monte di lancio.

di Luca Giangrande

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