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Gli allievi della Scuola Polizia Penitenziaria di Sulmona
Federazione

Il baseball nel programma formativo della Scuola Polizia Penitenziaria di Sulmona

Fra il 15 settembre e il 15 ottobre la FIBS ha condotto un intervento pilota presso la Scuola di Polizia Penitenziaria di Sulmona (AQ) per testare la possibilità di inserire il baseball come materia di formazione professionale all’interno del percorso addestrativo dei futuri agenti di Polizia Penitenziaria.

Gli istruttori Domenico Micheli e Fabio Borselli, coadiuvati per la giornata finale dai tecnici delle Società Pescara Baseball e Atoms Softball Chieti Alessia Marcone ed Emma Del Sindaco, hanno costruito un percorso adattando il gioco e l’insegnamento alle necessità prioritarie del profilo professionale dell’ag20191015 Torneo Polizia Penitenziaria istruttoriente.

Gli allievi coinvolti nel progetto sono stati circa 140, divisi in 5 classi, per una durata di 4 settimane e un’ora di attività settimanale. Complessivamente sono state erogate 24 ore di formazione.

Il percorso formativo è stato concordato, condiviso e monitorato con lo staff degli insegnanti e dei consulenti della scuola.

La finalità ultima del progetto è quella di fornire, tramite il sistema valoriale intrinseco al baseball, strumenti di formazione come la capacità di fare squadra e di lavorare in gruppo a prescindere dalle posizioni occupate all’interno del gruppo stesso, ascolto e comprensione, condivisione di un sistema di regole e capacità di adattamento al variare delle stesse, gestione della pressione, leadership.

In senso più ampio l’obiettivo del progetto è quello di utilizzare le dinamiche proprie del baseball per mettere gli allievi in stato di stress continuo e di testare la loro capacità di affrontarlo.

Al termine del percorso le classi hanno affrontato un torneo agonistico che, lontano dall’essere finalizzato alla vittoria sul campo, doveva testare l’effettivo raggiungimento degli obiettivi.

Di fatto il baseball è stata la prima occasione di lavoro di squadra cui sono stati sottoposti gli allievi (primo intervento effettuato durante il terzo giorno di presenza degli allievi presso la scuola) e questa scelta deve far riflettere sulla effettiva forza insita nella disciplina come ‘gioco di squadra con forte valenza individuale’.

Per il più ampio progetto federale, il programma si è rivelato sia un’opportunità per testare l’applicazione delle caratteristiche valoriali e di team building della disciplina in ambito extra-sportivo, sia per un approccio a un mondo, quello delle strutture penitenziarie, che può condurre a una diffusione anche in ambito di responsabilità sociale, informando e coinvolgendo gli agenti che in futuro potrebbero essere coinvolti a supporto del parallelo programma dedicato ai detenuti.

Marco Landi