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I Drag Bears festeggiano il loro 40 anni

Il taglio del nastroUn'avventura lunga 40 anni. È quella dei Drag Bears di San Lorenzo, la società di baseball che proprio in questi giorni taglia il traguardo del quarto decennio di vita festeggiandolo con una mostra inaugurata venerdì sera alla presenza delle massime autorità locali e sportive del territorio. Tra foto storiche, cimeli imperdibili e le prime curiose casacche risalenti agli albori degli anni Settanta, l'esposizione, curata dal segretario della società Paolo Nadaia e da Giacomo Simonetti  (figlio di Corrado, uno dei quattro fondatori del sodalizio assieme a Bruno Razza, Gino Visintin e Mauro Turus) è un vero e proprio viaggio all'indietro nel tempo alla riscoperta di anni mitici per gli Orsi sanlorenzini. E proprio Nadaia spiega come si arrivò a questa denominazione: "All'epoca il primo gruppo di appassionati era formato da gente piuttosto prestante e massiccia, ma anche un po' svogliata: da qui l'idea di chiamarli così, "orsi sfaticati", "Drag Bears" in inglese". A raccontare aneddoti e a sviluppare la cronistoria della società è invece il presidente Giuseppe Volpi: "L'avventura è iniziata gestendo la società con mille misere lire alla settimana nel lontano '71 - ricorda - dopo una gita a Ronchi nella quale rimanemmo tutti estasiati da quel diamante dove gioca la locale formazione di baseball: decidemmo così di crearne una anche a San Lorenzo, e da quel momento nacque con Ronchi una rivalità ancor oggi fortissima. All'epoca i ronchesi ci chiamavano i "Marzocchi", ossia "quelli che non sanno giocare": poi con il tempo - sorride - ci siamo presi delle belle rivincite battendoli più volte". Per un paio di anni il baseball sanlorenzino si espanse anche nel panorama femminile, con una squadra di softball che rimase attiva nei primi anni Settanta: "Poi l'attività continuò solo a livello maschile - sottolinea Nadaia - oggi i tesserati sono circa sessanta,  e contiamo su un numero enorme di volontari che danno una mano indispensabile a far proseguire la società. Da quattro anni ci appoggiamo inoltre ad un tecnico venezuelano che lavora sei mesi all'anno qui e altri sei mesi nella prima lega del suo Paese: si tratta di Jesus Torres, che allena prima squadra e giovanili, e che ha sostituito il cubano Lazzaro Ramon. Il quadro tecnico prevede inoltre altri nove allenatori locali che guidano le varie formazioni giovanili".