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Rivello :Storie di doping, storie di sport

Sabato 20 Ottobre, a Rivello, presso la Sala dell’ultima cena del Monastero di Sant’Antonio, si è svolto il
convegno “Storie di Doping, Storie di Sport”, promosso dal circolo locale Acli, in collaborazione con la FAND,
Associazione Italiana Diabetici “Tre Valli”, con il patrocinio del Comune di Rivello, del Comitato Regionale
CONI Basilicata e della Federazione Italiana Baseball e Softball FIBS.
Un evento che ha voluto informare e formare i presenti sul doping, dei suoi aspetti, di come facilmente ed a
volte senza saperlo, si può cadere in errore. Attraverso il racconto degli intervenuti, delle loro esperienze
storie, di prevenzione e lotta al fenomeno, e di chi per anni ha gareggiato ad alti livelli.
Apre i lavori il Presidente del locale circolo Gustavo Savino “Crediamo che lo sport sia un esperienza
educativa che incide sulla formazione della persona, dei ragazzi, sulle relazioni, sulla spiritualità.
Ovviamente lo sport è sacrificio, ed a volte trovare scorciatoie, può essere dannoso e soprattutto
pericoloso, se autodidatta e fuori controllo”.
Presente anche la Federazione dei Medici Sportivi di Basilicata, con il segretario Dott. Laurita, ed il Dott.
Vincenzo Di Nubila, che nell’occasione ha introdotto l’argomento e moderato gli interventi. “ Il doping è
una piaga, purtroppo diffusa, oggi la situazione è seria. L’incontro ha voluto sensibilizzare il problema ed
evidenziare la pericolosità”.
L’avvocato Mario Pironti, del foro di Salerno, storico dello sport, ha tenuto un excursus storico e sociale
sulla nascita del doping e sulle ragioni che inducono ad assumere farmaci non consentiti riguardo un
fenomeno a cavallo tra problema etico, medico, giuridico e pedagogico. Una casistica di fatti noti ed
acclarati e di vicende dubbie ed irrisolte. Un panorama sui rilievi giuridici che emergono in campo civilistico
e penalistico e sull’attuale legislazione in materia.
Di seguito il Delegato del Comitato Regionale FIBS Campania/Basilicata, giocatore di Baseball, ha raccontato
la sua lunga esperienza sportiva. Dalle serie minori, alla serie A, i suoi record di Strike Out (21 in una
partita). Di come il doping è presente anche negli sport minori ed a livelli amatoriali. Di come qualsiasi
azione, non solo l’uso di medicinali, fatta per vincere a tutti i costi, è una frode alla sportività ed all’etica
dell’atleta.” Ragazzi, dopandovi, commettendo scorrettezze, frodate ed imbrogliate voi stessi!”
Il Dott. Gustavo Savino, ringrazia innanzitutto il circolo ACLI che con coraggio ha voluto affrontare la
tematica del doping, a volte queste iniziative sono deserte, in quanto si pensa che il fenomeno non esiste e
quindi di scarso interesse.
Il Dott. Gustavo Savino (omonimo del presidente ACLI), originario di Rivello, è Medico Dello Sport, medico
sociale di alcune squadre di pallavolo femminile tra cui la “Liu-jo” Modena, e calcio tra cui il Modena.
Componente della commissione ministeriale di vigilanza e controllo sul doping del Ministero della Salute.
Autore del libro “Storie di Doping”, in collaborazione con Raffaele Candini e la Prefazione di Alessandro
Donati, storico allenatore di Pietro Mennea.
Nel Suo intervento ha illustrato l’esperienza come centro antidoping regionale dell’Emilia Romagna,
attraverso numerosi progetti su scala regionale e nazionale per la prevenzione e la lotta al doping.
Dalle ricerche, all’istituzione di un numero verde ed un sito internet dedicato soprattutto per gli atleti
amatoriali. Di come il fenomeno è dilagante e solo eventi come questo e la formazione dei medici può
diminuire i numeri chi fa uso di sostanze dopanti.
La collaborazione con l’associazione Libera di Don Ciotti, e la partecipazione ai controlli dei Carabinieri del
NAS e, con l’avvento di internet, la polizia postale che riesce con ottimi risultati a bloccare l’importazione di
farmaci comprati on line senza alcuna prescrizione, pericolosi nel fai da te.
L’acquisto di farmaci o integratori fatto con molta superficialità, non conoscendo i prodotti al loro interno,
può essere un doping nascosto e , secondo statistiche è purtroppo aumentato il numero di chi ne fa uso.
Doparsi oltre ad essere un illecito sportivo è oggi anche un illecito penale, e da competenza di controllo alle
Regioni. Ogni regione può istituire un centro antidoping, in Italia, oggi, funzionanti sono solo due,
Il centro dell’Emilia Romagna si propone soprattutto nell’informare e formare, propone incontri nelle
scuole, con giovani atleti, squadre ed atleti amatoriali, per diffondere la tematica. L’ultimo progetto con un
istituto alberghiero, per cercare di realizzare un ricettario che possa sostituire l’uso di integratori
alimentari.
“Vorremmo condividere il materiale che produciamo anche a livello nazionale, ma soprattutto cercare di
parlare sempre di più del fenomeno. La prevenzione del doping è entrata nel diritto, è un fatto sanitario,
considero il doping una reale emergenza sanitaria, è giusto che se ne parli e se ne parli in maniera
adeguata. Bisogna far riflettere, far ragionare anche con l’intervento di chi lo sport lo ha praticato, come
Giuseppe Mele. Senza dimenticare la storia come ha spiegato Mario Pironti. Bisogna formare i medici, gli
atleti, gli operatori sanitari, siamo disponibili in questo. Ringrazio i medici presenti , Dott. Di Nubila, Laurita,
che hanno voluto approfondire l’argomento”

Ufficio Stampa – ACLI Rivello