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di Riccardo Schiroli e Roberto Buganè

1884

Il primo tentativo di organizzare un’attività legata al baseball in Italia è datato 1946. A quell’epoca però lo sport era già stato introdotto nel nostro Paese da quasi 3 decadi, dopo una prima apparizione sul finire del secolo diciannovesimo.
Il baseball appare infatti per la prima volta in Italia dal 23 al 27 gennaio 1884 a Livorno. Come ci informa la “Gazzetta Livornese”, la città portuale ospita una Disfida fra marinari della fregata americana Lancaster  e i marinari della corvetta Guinnebaug.

1889

Nel 1889 due squadre di professionisti americani, una formazione di Chicago ed una selezione All America, giungono in Italia durante il loro tour mondiale organizzato da Albert Goodwill Spalding per diffondere il baseball e giocano il 19, 22, 27 febbraio rispettivamente a Napoli, Roma e Firenze. Purtroppo pochi italiani assistono agli incontri e quindi l’evento viene immediatamente dimenticato. Le cronache americane dell’epoca riportano che durante la partita giocata a Roma a Piazza di Siena, nel cuore di Villa Borghese, il Re e la Regina d’Italia si interessarono for a moment or two a quello che stava accadendo.

1919

Siamo nel 1919 e un adolescente di nome Mario Ottino porta la rivoluzione nei prati della periferia di Torino, in Val San Martino, accanto al vecchio capolinea del tram numero ‘3’. La zona è quella dei Teatri di Posa delle Case Cinematografiche che fecero grande il Cinema italiano prima della nascita di Cinecittà.
Mario era nato l’8 aprile 1905 a Mazzè Canavese (provincia di Torino), ma era emigrato negli Stati Uniti con la famiglia. Nel New Jersey aveva conosciuto e amato il baseball e assunto lo pseudonimo col quale sarebbe passato alla storia come il Padre del baseball italiano: Max Ott.  Il suo ritorno in Italia era dovuto al desiderio della madre di acquistare un terreno nel suo paese d’origine.

Nel giugno del 1919, con l’aiuto del sassofonista italo americano Vic Canuto, il giovane Max organizza le prime partite. L’esperimento ha successo, ma si esaurisce presto: Max deve infatti tornare negli Stati Uniti nell’inverno del 1920.
Nel 1923 Max Ott torna comunque in Italia armato di mazze e palline e organizza 3 squadre. Deve però recarsi di nuovo negli Stati Uniti e la sua assenza, con il contributo del fascino del calcio, allontana gli aspiranti giocatori dal baseball.
Sempre nel 1919 c’è un altro tentativo di introdurre il baseball. A Roma cerca di diffondere il nuovo sport Guido Graziani, che con il supporto dell’allenatore americano Ballou inizia una serie di allenamenti.

1920

Nel 1920 arriva anche ad organizzare una serie di partite a Piazza di Siena, una delle quali a pagamento. Graziani però deve lasciare Roma per problemi di lavoro e senza la sua spinta l’esperimento non ha seguito.

1929

Nel 1929 l’Opera Nazionale Balilla introduce il baseball tra gli sport che i giovani italiani devono praticare.

1931

Nel 1931 l'Accademia di Educazione Fisica della Farnesina invia un gruppo di allievi negli Stati Uniti per uno stage di sei mesi. Durante la permanenza negli USA vengono addestrati anche al gioco del baseball. Il viaggio è un successo. Al ritorno gli allievi dell'Accademia formano squadre di buon livello. Sono gli anni '30 e i giovani italiani non sono diversi dai loro coetanei di tutto il mondo: ascoltano musica jazz e masticano chewing gum. Il baseball, come simbolo della cultura americana, fa presa su di loro. Il nuovo sport si pratica con successo nel nuovo stadio "Dei Marmi" e da Roma arriva in altre città. Proprio nel 1931 gli allievi dell'Accademia della Farnesina si esibiscono infatti a San Remo. Scrive il giornalista Alberto Manetti: "La partita si svolge tra l'interesse di moltissimi spettatori, autentici estimatori dello sport".
Arriva però il giorno in cui tutto ciò che è legato all'America viene cancellato a forza dalla società italiana, compreso ovviamente il baseball.

1939

Nel 1939 Max Ott rientra definitivamente in Italia come corrispondente da Roma del quotidiano 'New York Times', per il quale ha già lavorato in Europa a Parigi. Allo scoppio della Seconda Guerra Mondiale Max Ott si rifugia in Valle d’Aosta, da dove si unisce ai Partigiani dopo l’Armistizio del 1943.

1945

Nel 1945 entra a Milano con le Truppe di Liberazione della ‘Quinta Armata’. Al termine della Guerra i soldati americani rimasti in Italia occupano il loro tempo libero giocando ai loro sport preferiti. A Nettuno ed Anzio il contingente americano è particolarmente numeroso e le frequenti partite di baseball attirano la curiosità della popolazione. A Milano Max Ott arbitra partite di softball giocate dai militari e, attraverso i soldati, entra in contatto con Franco Milesi, che all’epoca è il Presidente europeo dell’IBM e diverrà il capo storico del baseball lombardo.

1947

Nel Lazio si giocano un torneo ed un campionato di softball maschile già nel 1946. Diversi documenti e testimonianze lo attestano. Il primo tentativo di organizzare un’attività ufficiale è comunque la Lega Italiana Softball (LIS), fondata il 7 febbraio 1947 da Guido Graziani, che è tornato a Roma e gestisce le strutture sportive della Young Men Christian Association (YMCA). Il softball è all’epoca, come detto, uno sport maschile e di crescente successo, passato rapidamente dalle 5 squadre del 1945 alle 84 (con 1.260 atleti tesserati) del 1947.

1948

Max Ott risponde fondando a Milano la Lega Italiana Baseball (LIB) il 12 marzo 1948. Con gli altri 4 fondatori (Milesi, Porrati, D’Orio e Donnabella) scrive quella che lui stesso chiama la Magna Charta del baseball italiano.
Il 27 giugno 1948 allo stadio “Giuriati” di Milano Max Ott organizza la prima partita ufficiale di baseball tra squadre italiane, entrambe milanesi: il Milano e gli Yankees. Ci sono 3.000 spettatori e il Console degli Stati Uniti d’America Deyman lancia la prima palla.
Sulla “Gazzetta dello Sport” il giornalista Franco Imbastaro scrive: “Alle 16.49 del 27 giugno 1948 è nato il baseball italiano”.
Calligaris degli Yankees realizza il primo fuoricampo della storia dello sport nel Belpaese. Per la cronaca, la partita viene sospesa per oscurità sul 21-21 e portata a termine il 19 luglio con la vittoria di Milano per 28-25.
Max Ott organizza anche il primo campionato. La prima partita si gioca il 3 ottobre a Bologna nel più assoluto segreto, forse per timore di un fallimento. La “Gazzetta dello Sport” riesce a pubblicare la notizia solo il 9 ottobre. La Libertas Bologna, trascinata dal leggendario Jimmy Strong e dal Capitano Giorgio Ragazzi è la prima squadra Campione d’Italia davanti a 4 club milanesi: Milano, Yankees, Indians e Leo. Nella gara decisiva disputata all’Arena di Milano, Bologna segna 9 punti all’ultima ripresa e batte 17-16 il Milano. A quel torneo partecipa un giovanissimo Gian Carlo Mangini, giornalista e disegnatore destinato a diventare una delle ‘voci’ del baseball italiano.
Nel frattempo irrompe sulla scena il Principe Steno Borghese, che il 13 dicembre 1948 dà vita all’Associazione Italiana Baseball (AIB). Appena 2 giorni dopo, LIS e AIB si fondono nella Federazione Italiana Baseball Softball (FIBS). Steno Borghese ne assume la presidenza.
Da subito si inizia a parlare di unificare tutta l’attività, fondendo FIBS e LIB, ipotesi alla quale Max Ott si rivela fermamente contrario, al punto da dimettersi dalla carica di presidente il 31 dicembre.
Bruno Beneck, il quale ne assume le funzioni, per rispetto del gesto di Max Ott rinuncia alla qualifica di Presidente.

1949

Nel 1949 si giocano comunque un campionato LIB (vinto da Firenze) e un campionato FIBS (vinto dall’A.O.A. Lazio)
LIB e FIBS trovano comunque un accordo e il 7 novembre 1949 Borghese e Beneck firmano l’atto che pone le basi per la fusione tra le 2 associazioni. Il Principe Steno Borghese chiede comunque l’affiliazione della FIBS al Comitato Olimpico. Il CONI consiglia di aggregarsi ad un’altra federazione già esistente.
 Su interessamento di Bianca Germanio a Torino e delle sorelle Zambelli a Milano, nascono lo stesso anno le prime squadre di softball femminile.

1950

Il 29 gennaio 1950 viene sancita la fusione di FIBS e LIB e nasce la Federazione Italiana Palla a Base (FIPAB). Il nuovo organismo chiede alla Federazione Rugby di aggregarsi, ricevendo però risposta negativa.
Le maggiori energie del Principe Borghese sono volte ad ottenere il riconoscimento dal CONI. Dopo un secondo rifiuto, la FIPAB decide di iniziare la sua attività internazionale. Il 31 agosto 1952 allo stadio “Flaminio” di Roma, davanti a oltre 12.000 persone e con l’attore americano Gregory Peck in tribuna, la nazionale italiana debutta contro la Spagna. In pedana di lancio sale un giovane destinato a diventare una leggenda: Giulio Glorioso. La Spagna vince comunque la partita 7-3.

1952

Il 1952 è anche l'anno in cui vede la luce Baseball Softball, la rivista ufficiale della FIPAB. L'intera prima annata della pubblicazione è disponibile per il download sul sito.

1953

Nel 1953 il CONI accetta finalmente, con 14 voti favorevoli e 4 contrari, la FIPAB come Federazione aderente. L’impegno è valutare di nuovo dopo 4 anni l’inclusione tra le Federazioni effettive. Il Principe Borghese è sempre più teso verso l’attività internazionale. Lo stesso anno assume la Presidenza della neonata Federazione Europea (FEB) e nel 1954 vede la sua nazionale vincere la prima edizione del Campionato Europeo, disputata in Belgio.

1956

L’Italia non arriva in zona medaglia nella seconda edizione del torneo e organizza la terza a Roma nel 1956. La Nazionale Azzurra si piazza terza, dietro Olanda e Belgio. Nonostante il risultato faccia naufragare il progetto di portare il baseball italiano in America, per partecipare alle Global World Series organizzate dal National Baseball Congress (diritto che spetta ai Campioni d'Europa), la manifestazione è comunque un successo e apre le porte al riconoscimento del CONI.

1957

Nel 1957 infatti il Comitato Olimpico, presieduto da Giulio Onesti, proclama la FIPAB Federazione effettiva. L’esecutivo decide all’unanimità.
Impegnata sul fronte internazionale e per il riconoscimento del Comitato Olimpico, la Federazione guidata da Steno Borghese tende a trascurare il softball femminile. Erano nate squadre anche a Genova e Napoli e il Bipantol era diventato la prima squadra italiana a giocare all'estero. L’attività cessa comunque del tutto con l'inizio del nuovo decennio.

1958

Un momento di svolta per la storia del baseball italiano avviene nel 1958. Nasce il cosiddetto Torneo d'Oro, che secondo la FIPAB dovrebbe rappresentare il primo passo verso il professionismo. Vi partecipano Roma, Lazio e Nettuno (dominatrici della situazione) e una quarta squadra laziale  (Universitas) di minor livello, ma necessaria per completare il girone. L'Algida Nettuno vince un torneo che non si rivela spettacolare come sperato e che, nella capitale, soffre perchè il nuovo campo dell'Acqua Acetosa non è disponibile nel tempi previsti.
L'aver isolato le formazioni romane risulta fatale ai vertici della FIPAB. Il CUS Milano vince il campionato federale e diventa la società chiave nell'ascesa alla Presidenza del bolognese Giuseppe Ghillini.

1961

Con il 1961 finisce così anche l’era del Principe Borghese, che lascia la guida della FIPAB con una eredità comunque importante: il primo campo destinato solo al baseball, costruito all’interno della sua villa di Nettuno. 
Giuseppe Ghillini, seguendo la sua formazione di Ingegnere, si dedica anima e corpo allo sviluppo strutturale della disciplina. Il neo presidente inizia a peregrinare senza sosta lungo la penisola e a lui si deve la nascita degli impianti di Grosseto, Firenze, Rimini, Castenaso (provincia di Bologna), Ronchi dei Legionari (Gorizia) e del "Kennedy" di Milano, fiore all'occhiello del movimento con i suoi 5.000 posti a sedere. Ghillini destina un intero contributo straordinario da 10 milioni del CONI a costruire il "Falchi" di Bologna su un terreno donato dal Comune.

1967

Nel 1967 Ghillini porta la nazionale per la prima volta oltre l'Oceano Atlantico. Gli azzurri sono ospiti dei Cincinnati Reds durante lo Spring Training e proseguono per le Antille Olandesi per una serie di amichevoli.
L'anno segna anche un drammatico segno di discontinuità con la Presidenza Borghese quando l'Italia (15 aprile) decide di recedere dalla Federazione Europea.
Dichiarerà pubblicamente Ghillini che la Federazione Europea mancava di "rappresentatività" e di aver "preavvertito" Borghese della necessità di "rinnovamento".

1969

Nel 1969 durante l'Assemblea di Firenze inizia la Presidenza di Bruno Beneck.
Nell'ultima intervista concessa prima della morte, Ghillini dichiarerà di aver accolto il verdetto (40 voti a 30) con "un sospiro di sollievo".
Beneck, che era Vice Presidente di Ghillini e Responsabile della Comunicazione, inaugura un'epoca di grandi cambiamenti. Con lui si riavvicina alla Federazione anche Max Ott, che arriva a ricoprire il ruolo di Giudice Sportivo. Il neo presidente riorganizza rapidamente il softball femminile, che vara un suo campionato proprio nel 1969. La prima squadra Campione d’Italia rappresenta Torino, una delle città dove lo sport ha visto effettivamente la luce.
Il 12 aprile dello stesso anno l'Italia rientra a fare parte della FEB, sempre guidata da Steno Borghese.

1970

Nel 1970 la FIPAB torna ad assumere la denominazione di Federazione Italiana Baseball Softball (FIBS).
E' il nuovo decennio, quello che cambierà per sempre il movimento del batti e corri italiano.
Nel baseball  l’Italia partecipa per la prima volta nel 1970 al Campionato Mondiale in Colombia.

1971

Nel 1971 Beneck succede a Steno Borghese alla guida della FEB e nel 1972 cambia il nome dell'organizzazione in Confederation Europeenne de Baseball Amateur (CEBA).
L’Italia è protagonista della nascita di una Federazione Mondiale alternativa (FEMBA), di cui organizza il primo grande evento: nel 1973 nasce la Coppa Intercontinentale.
Anche la nazionale di softball varca i confini nazionali e nel 1974 partecipa per la prima volta ad un Campionato Mondiale a Stratford nel Connecticut (USA).
Nel baseball l’Italia è pronta a tornare sul Trono d’Europa.

1975

Nel 1975 gli azzurri vincono il Campionato Europeo a Barcellona e nel 1977 ottengono la prima storica vittoria ad Haarlem, in casa dell’Olanda, rivale storica (quanto imbattibile) del baseball italiano sul campo, ancorchè alleata politica contro la presidenza europea di Borghese.
Il dominio olandese era dovuto anche all'utilizzo di giocatori provenienti dalle ex Colonie caraibiche. L'Italia aveva tentato una prima volta di contrapporsi schierando in nazionale all'Europeo del 1971 Giuseppe Campisi. Il lanciatore, figlio di Italiani ma nato e cresciuto a New York, non bastò per battere gli olandesi. In compenso, per lui venne recuperata (dalle cronache dei Mondiali di calcio degli anni '30)  la definizione di oriundo. Definizione impropria, in quanto oriundo significa straniero di origine italiana e non italiano nato all'estero.
Poco dopo il Natale del 1972, si fa strada in Federazione il concetto di riconoscimento della cittadinanza per i figli di italiani nati all'estero. A gennaio 1973 il Consiglio Federale prende atto del lavoro fatto da Sergio Baroni, Massimo Ceccotti e Giulio Glorioso al riguardo e delibera di "Trasmettere le informazioni alle società". Nel 1974 il Consiglio Federale stabilisce di concedere alle squadre di tesserare 2 italiani residenti all'estero. Con la stagione 1975 cade ogni limitazione al riguardo dell'utilizzo di questi italiani residenti all'estero, che compongono l'ossatura della nazionale. Dopo i successi in terra spagnola e olandese, nel 1979 l'Italia si conferma Campione d'Europa in Friuli Venezia Giulia.
E’ un periodo magico per il nostro baseball, che propone un campionato su 3 gare settimanali che riscuote un notevole successo di pubblico.
Gli anni '70 confermano anche la vocazione della FIBS ad organizzare eventi internazionali: nel 1978 l’Italia diventa la prima sede del Campionato del Mondo di baseball fuori dalle Americhe e Bruno Beneck fa nascere anche il Campionato Europeo di softball, del quale l’Italia organizza nel 1979 a Rovereto la prima edizione.

1981

Cresce l'ambizione di Beneck a livello internazionale. Dopo la riunificazione delle 2 Federazioni Mondiali (FIBA e FEMBA) nella AINBA, il massimo dirigente FIBS concorre alla presidenza. Ma nel 1981 gli viene preferito l'americano Robert Smith. 
Beneck è parte attiva del gruppo di lavoro che arriva a conquistare per il baseball lo status di sport dimostrativo alle Olimpiadi di Los Angeles del 1984, ma non rinuncia ad opporsi pubblicamente a Smith, pur ricoprendo la carica di suo Vice Presidente.
Le energie, e le finanze, della FIBS sono tutte rivolte a partecipare ai Giochi. Nasce la selezione Probabili Olimpici (PO), che coinvolge i migliori talenti e trascorre lunghi periodi di formazione all’estero. Dalla PO uscirà la miglior generazione di giocatori della storia del baseball italiano.
Nel 1983 la nazionale azzurra (allenata dall'americano Jim Mansilla) vince da dominatrice il Campionato Europeo disputato in Toscana (la serie di finale si gioca a Grosseto)  e conquista il diritto di rappresentare l’Europa alle Olimpiadi.
Nel torneo l’Italia conquista una vittoria contro la Repubblica Dominicana. E' un buon risultato, ma il torneo era stato preceduto da aspettative eccessive e la partecipazione italiana viene bollata come fallimento. Fa discutere la presenza di molti oriundi nella rosa, e nessuno sembra notare che Mike Romano, Mark Talarico e John Guggiana sono i protagonisti (assieme al rookie Massimo Fochi) dell'unica vittoria.
L’Olimpiade decreta la fine dell'epoca di Bruno Beneck. Ed è una fine traumatica.
Il Congresso della Federazione Mondiale (ora IBA) de L'Avana, che premia un giovane Riccardo Fraccari come miglior arbitro del mondo, conferma Bob Smith alla Presidenza. Beneck, che aveva giocato il tutto per tutto, si ritrova addirittura escluso dall'Esecutivo. Al suo posto, viene votato Aldo Notari, suo Vice Presidente in Italia.

1985

Per Beneck non vanno meglio le cose in Patria. Al culmine di una crisi economica, la FIBS viene commissariata dal CONI. Sotto la guida di Mario Pescante si arriva alle nuove elezioni, che nel 1985 proclamano Presidente Aldo Notari.
La carriera di Beneck, che anni dopo verrà prosciolto dalle accuse di aver distratto fondi, è definitivamente finita. Nel 1985 sarà rimpiazzato alla guida della CEBA dall'olandese Gus Van der Heijden.
Il nuovo Presidente gestisce con mano ferma il periodo di emergenza economica. Un provvedimento epocale è la rinuncia ad utilizzare nella nazionale di baseball i cosiddetti oriundi. La nazionale allenata da Silvano Ambrosioni e composta prevalentemente dai giovani lanciati dal progetto PO, stupisce la scena internazionale lottando a lungo per una medaglia nel Campionato del Mondo 1986, disputato in Olanda. L’azzurro Beppe Carelli risulta il miglior battitore del torneo.
Il 1986 è anche l’anno del primo alloro continentale del softball. Ad Anversa la nazionale allenata da Federico Soldi, grazie ad una strepitosa Monica Corvino in pedana di lancio, interrompe l’egemonia olandese e si laurea Campione d’Europa.


Sulle orme del suo predecessore Beneck, e in seguito alla scomparsa del Presidente Van der Heijden, Notari (all'epoca primo Vice Presidente) viene nominato nel 1987 presidente della CEBA, di cui muterà il nome in CEB, togliendo la 'A' di Amateur.
Sul campo l’Italia deve però soccombere nell’Europeo 1987 all’Olanda e fallisce l’accesso ai Giochi di Seul, ma nel 1988 torna ad organizzare un Campionato del Mondo.
Nel 1989 gli azzurri tornano sul tetto d’Europa e si confermano nel 1991, dominando a Nettuno la serie di finale del Campionato Europeo contro l’Olanda e guadagnando il diritto a rappresentare l’Europa assieme alla Spagna, paese organizzatore, alle Olimpiadi di Barcellona del 1992. Da questa edizione dei Giochi, il baseball entrerà a far parte a tutti gli effetti del programma olimpico.


E’ il momento di massima popolarità internazionale per Aldo Notari, che nel 1993 viene eletto, primo Europeo nella storia dell’organizzazione, Presidente della Federazione Mondiale (IBA, di cui muterà il nome in International Baseball Federation, IBAF).
L’Italia partecipa nel baseball anche alle Olimpiadi del 1996 di Atlanta, ottenendo un significativo quinto posto. L’azzurro Gigi Carrozza risulta il miglior battitore del torneo, il suo compagno di squadra Claudio Liverziani firma un contratto da professionista con i Seattle Mariners.
Nel frattempo anche il softball femminile ha conquistato lo status di sport olimpico. L’Italia però non si qualifica per i Giochi di Atlanta.

1998

Nel 1998 l’Italia organizza il Campionato Mondiale di baseball. E’ il primo da quando l’IBAF ha deciso di ammettere alle sue competizioni i professionisti ed è il primo a fregiarsi della denominazione ufficiale di World Cup. Battendo in una gara memorabile l’Australia (Alessandro Flisi ottiene 2 fuoricampo), gli azzurri accedono alle semifinali. Il torneo si chiude con l’Italia quarta: il miglior risultato di sempre.
Pur sconfitta dall’Olanda nella finale del Campionato Europeo 1999, disputata a Bologna, l’Italia si qualifica anche per i Giochi di Sydney.
Lo stesso anno la nazionale di softball, allenata da Tonino Micheli, vince a Parma il torneo di qualificazione (partecipano le rappresentanti di Europa ed Africa) e accede per la prima volta ai Giochi. La FIBS realizza una storica accoppiata.

2000

Alle elezioni del 2000 Aldo Notari, al quale ormai si oppongono alcune delle società di vertice, viene sconfitto da Everardo Dalla Noce, popolare giornalista televisivo capace di disimpegnarsi anche con il baseball. Il nuovo Presidente, minato da problemi di salute, gestisce la FIBS per pochi mesi. A luglio incassa la delusione del Campionato Europeo. L’Italia del manager Jim Davenport (ex stella di Major League) è battuta dalla Russia e fallisce l’accesso alla finale. Non accadeva dagli anni '50 del secolo precedente.
In autunno Dalla Noce si dimette e l’8 dicembre 2001 si torna a votare. L’Assemblea delle società sceglie Riccardo Fraccari nei confronti di Bruno Bertani. Entrambi avevano condiviso il lavoro di Aldo Notari in qualità di Vice Presidenti.

2002

Nel 2002 il nuovo Presidente si trova a gestire una situazione economica resa precaria dal processo di ristrutturazione del Comitato Olimpico varato dal Governo.
Nel 2003 la nazionale di baseball, allenata da Giampiero Faraone, passa dal dramma di una eliminazione nei quarti di finale dell’Europeo alla vittoria del torneo di qualificazione alle Olimpiadi.
La nazionale di softball, allenata dall'australiano Barry Blanchard, vive da parte sua un’estate straordinaria e si qualifica per le Olimpiadi vincendo 19 partite su 19.
Nel 2004 entrambe le nazionali targate FIBS partecipano ai Giochi Olimpici di Atene.
Il 24 ottobre 2004 Riccardo Fraccari viene confermato alla Presidenza della FIBS.


Quando inizia il nuovo mandato, Fraccari ha già tracciato le linee della sua presidenza. Presso il Centro CONI di Tirrenia è attiva l'Accademia FIBS e le nazionali giovanili sono state completamente ristrutturate con i progetti Verde Azzurro e Verde Rosa.
Rispetto ai suoi predecessori, Fraccari può vantare un eccellente rapporto con la Major League, che interviene direttamente come finanziatore dell'Accademia.

2006

Nel 2006 l'Italia è una delle nazioni invitate al World Baseball Classic. Della nazionale, allenata da Matt Galante, fa parte la superstar Mike Piazza.

2007

Il 2007 è un anno difficile. L'Italia fallisce la qualificazione alle Olimpiadi sia nel softball che nel baseball.
La nazionale di baseball, dopo un deludente settimo posto all'Europeo, cambia guida e viene affidata a Marco Mazzieri, che ha da poco conquistato il titolo Europeo con la Under 18. Il neo manager debutta con una clamorosa vittoria contro gli Stati Uniti al Mondiale. Il Team USA, che vanta in rosa la futura stella Evan Longoria, vincerà il torneo senza subire altre sconfitte.
La Presidenza Fraccari si segnala per 2 innovazioni senza precedenti nello sport italiano: il varo del concetto di atleta di scuola italiana e un campionato (la Italian Baseball League) che non prevede retrocessioni.
Il 16 novembre 2008 Riccardo Fraccari viene confermato presidente della FIBS. Il suo consenso supera il 90%.

2009

Nel 2009 l'Italia partecipa al suo secondo World Baseball Classic e chiude con una clamorosa affermazione contro il Canada a Toronto.
In Italia si gioca la fase finale di un Mondiale IBAF storico per numero di partecipanti: 22.
Il 6 dicembre 2009 Fraccari diventa il secondo italiano eletto alla Presidenza della IBAF.
Nell'agosto del 2010 la nazionale di baseball, battendo l'Olanda nella finale di Stoccarda, torna a fregiarsi del titolo di Campione d'Europa che le mancava dal 1997.
Nel settembre del 2011 Alex Liddi gioca la sua prima partita con la maglia dei Seattle Mariners. E' il primo giocatore di scuola italiana a raggiungere le Grandi Leghe americane.

2012

Il 20 ottobre Riccardo Fraccari viene confermato come Presidente Federale per il quarto mandato, il terzo completo. La sua vittoria elettorale viene preceduta di poche settimane dalla vittoria del titolo europeo di baseball a Rotterdam (Olanda). Non accadeva dalle edizioni 1989-1991 che l'Italia vincesse 2 Europei in fila e non accadeva dal 1977 che il titolo continentale arrivasse sul campo dell'arci rivale, che oltretutto si era fregiata nel 2011 del titolo di Campione del Mondo a Panama.
Nel marzo del 2013 l'Italia partecipa al suo terzo World Baseball Classic. Grazie alle sorprendenti vittorie contro Messico e Canada, gli azzurri accedono alla seconda fase del torneo. Si arrenderanno, non senza combattere, ai futuri Campioni del Mondo della Repubblica Dominicana e a Portorico.
Riccardo Fraccari, nel suo ruolo di Presidente IBAF, riesce a unificare il Governo mondiale di baseball e softball nella World Baseball Softball Confederation (WBSC). Il 10 maggio del 2014 ne assume la Presidenza fino al 2021.

2016

Il 3 agosto il CIO (Comitato Internazionale Olimpico) ammette baseball e softball nel programma delle Olimpiadi 2020, che saranno ospitate in Giappone da Tokyo.
Il 26 novembre l'ex arbitro di softball Andrea Marcon sconfigge al ballottaggio il Vice Presidente uscente Massimo Fochi e diventa il settimo Presidente della FIBS. A 43 anni, al momento dell'insediamento è il più giovane Presidente della storia

 
 
Si ringrazia Giorgio Gandolfi per il contributo sulla biografia di Max Ott

 

Presidenti

1950-1960

Principe Steno Borghese

1961-1968

Giuseppe Ghillini

1969-1984

Bruno Beneck

1984-1985

Mario Pescante (Commissario CONI)

1985-2001

Aldo Notari

2001

Everardo Dalla Noce

2001-2016

Riccardo Fraccari

2016

Andrea Marcon

Segretari Generali

1950-1961

Franco De Vitis

1961-1978

Sergio Baroni

1978-1983

Massimo F. Ceccotti

1983-1985

Giampiero Paolini

1985-1990

Dino Rossi (facente funzioni)

1991-1999

Dino Rossi

1999-2002

Alessandro Pica

2002-2012

Marcello Standoli

2013

Giampiero Curti

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