Questo sito web utilizza i cookies per offrire una migliore esperienza di navigazione, gestire l'autenticazione e altre funzioni. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento, l'utente esprime il suo consenso all’utilizzo dei cookies sul suo dispositivo.

 Visualizza la Privacy Policy Approvo

La parola. Lo strumento fondamentale, l’essenza stessa della comunicazione, non ha mai avuto strumenti di diffusione così potenti come oggi. Strumenti che le consentono di viaggiare alla velocità degli elettroni e diffondersi nel solo spazio di un click a milioni di milioni di persone contemporaneamente.Marco Mazzieri nel dug out azzurro durante lo spareggio Italia-Venezuela (MG Oldmanagency)

Proprio per questo andrebbe, la parola, formulata e diffusa con ancora maggiore attenzione e misura rispetto al passato.

Sembra invece che proprio questo potere immediato della parola, spinga tantissimi a farne un uso incoerente, distratto e volgare. Leggero. In una sorta di autocompiacimento di chi la spara più grossa, sedendosi poi divertito a osservare gli effetti che fa.

Succede così che un Presidente di una Repubblica si occupi della rappresentativa nazionale di un altro paese dando fiato alle corde vocali per buttare lì parole accusatorie evidentemente senza conoscere l’argomento.

Succede anche, e questo è ancora più grave, secondo chi scrive, che il sito più visitato, appartenente alla testata considerata la più autorevole di questo altro paese, pubblichi le parole di questo Presidente straniero avallandole, probabilmente senza nemmeno capirne la gravità, ma senz’altro senza preoccuparsi di raccogliere dalla parte accusata la propria versione o almeno informarsi un minimo sulla realtà oggettiva del contesto.

Così, con leggerezza.

Fortunatamente ci sono invece persone che rispettano la parola e ne fanno un uso costruttivo e nobile.

Una di queste è Marco Mazzieri, che ha analizzato l’ultima partita della sua Nazionale, lo spareggio contro il Venezuela nel Gruppo D del World Baseball Classic, ma anche il percorso completo della squadra, così come quello suo personale, nei 10 anni vissuti in azzurro.

“Sensazioni forti, da tutti i punti di vista, sia in positivo che in negativo… Quando arrivi a tre out dalla fine della partita che conta per il passaggio al secondo turno del Classic e giochi con il Venezuela una partita magistrale, con episodi che potevamo gestire meglio, altri nei quali siamo stati meno fortunati… e poi… io dico sempre che i livelli non esistono per caso. Miguel Cabrera fuoricampo non lo ha fatto solo a noi, son 15 anni che li fa alle squadre di Major League che ha affrontato.

La partita l’avevamo disegnata esattamente nel modo in cui si è sviluppata… l’ottavo doveva essere di Tiago (Da Silva) e il nono di DeMark… perché così hanno giocato insieme nella lega invernare in Venezuela… purtroppo non siamo riusciti a eseguire i lanci che volevamo e la classe dei giocatori avversari ha fatto la differenza. Dispiace. Dispiace tanto per tutto l’impegno dei ragazzi, di tutto lo staff, di tutti quelli che hanno gravitato attorno a questo gruppo di persone incredibile…

Accettiamo il risultato ma credo che tutti dovrebberMiguel Cabrera saluta Francisco Cervelli al termine dello spareggio Italia-Venezuela al Classic 2017 (MG Oldmanagency)o essere orgogliosi di questi ragazzi…”

Sul proprio futuro, l’ormai ex-CT chiarisce la propria posizione: “La verità è che io, a prescindere dal risultato delle elezioni (della FIBS) di novembre io avevo già deciso di smettere, con il Classic. Tutto quello che viene detto, e che non è giusto, riguardo al fatto che i miei rapporti con il nuovo Presidente non siano quelli che dovrebbero essere, è un falso… Io ho cercato di dare a questa squadra una dignità, una professionalità, grazie anche ad uno staff che ha dimostrato una grandissima professionalità in questi 10 anni… questo è il risultato importante, al di là delle vittorie o delle sconfitte, abbiamo fatto quello che era nelle nostre possibilità e ora è giusto lasciare il passo a chi verrà dopo, noi siamo comunque contenti di quello che abbiamo fatto.”

Desidero chiudere questo articolo sulla parola descrivendo… un gesto. Quello di Omar Vizquel e di Miguel Cabrera che, finita la gara e gli ovvi festeggiamenti, sono andati personalmente nel dug out dell’Italia a congratularsi con gli Azzurri, manifestando tutto il rispetto dovuto ad avversari di tale valore e la complicità, quasi fraterna, di chi sa cosa significhi, perché lo prova sulla propria pelle, competere a questi livelli.

di Marco Landi

L’INTERVISTA INTEGRALE SU FIBSCHANNEL

L’Italia esce dal Classic a testa alta, sconfitta dal Venezuela 4-3

sponsor ibaf
sponsor confederation
sponsor esf
sponsor loyalty
sponsor girandola
sponsor majorleague
sponsor ics
mint pros
sponsor sixtus
jQuery(window).on('load', function() { new JCaption('img.caption'); }); jQuery(function($){ $(".hasTooltip").tooltip({"html": true,"container": "body"}); });