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Marco Mazzieri ha parlato in sala stampa dopo la partita fra l’Italia e Porto Rico, ovviamente prima di conoscere il risultato della gara serale fra Messico e Venezuela.

Chiaramente non avete ottenuto il risultato sperato, ma come giudica la vostra prestazione durante questo torneo? “Sono orgoMarco Mazzieri abbraccia Jason Grilli al Classic 2013 (Ratti FIBS)glioso di ciascuno di questi ragazzi qui fuori, dello staff tecnico, dei miei giocatori. Penso che abbiamo dato tutto e mi auguro la gente che ci guardava dalla tribuna lo abbia apprezzato. Hanno giocato col cuore, non solo, con l’anima e tutto quanto. Siamo contenti delle nostre prestazioni, Non siamo così contenti del risultato, ma questo è lo sport…”

La squadra sembrava proprio ispirata. Sono partiti forte ancora una volta. Cosa è successo in quegli inning centrali, dopo un inizio così brillante? “Penso che i ragazzi si siano presentati pronti e lo hanno dimostrato e anche vorrei dare credito ai lanciatori della squadra portoricana perché nei primi 2 inning si sono adeguati ai nostri battitori e hanno cominciato a mettere strike al primo lancio. Noi non siamo riusciti ad aggiustarci e sfortunatamente il nostro bull pen non è stato quello che pensavamo sarebbe stato prima del torneo ed è diventata dura. Se non riesci a mettere uno zero sul tabellone per, penso abbiano segnato sempre nei primi 5 inning. È diventata dura recuperare. Abbiamo veramente speso tante energie nelle prime due partite e non ce l’abbiamo fatta a recuperare e questo anche per l’ottimo monte del Porto Rico.”

Se il Messico dovesse battere il Venezuela, dovreste giocare ancora una partita. Cosa si aspetta in questo caso? “Dobbiamo aspettare la partita di stasera e ci sono mille calcoli da fare e noi non ci pensiamo adesso…”

Porto Rico ha vinto tutte e tre le partite, pensa che quei ragazzi abbiano il talento per vincere il Classic quest’anno? “Penso di sì perché sono bravi, buon monte, buona difesa, buon baseball e inoltre credo che abbiano la passione che serve per giocare un torneo così. Sono orgogliosi. Sono in forma. È una squadra forte. Può essere che siano una delle 4 squadre a Los Angeles.”

Ha avuto una lunga carriera in Italia e ha avuto un forte impatto sul gioco qui, è preparato al fatto che potrebbe essere stata l’ultima partita da manger dell’Italia? “Beh, sì. L’ho detto ai ragazzi che se non dovessimo giocare domani, questa sarebbe stata la mia ultima partita.”

Guardando indietro alla sua carriera, cosa significa questo giorno per lei? “Non è tanto la mia carriera. Si tratta di tutti i giocatori che hanno giocato per me, perché vittorie e sconfitte sono sui libri, ma le emozioni e le sensazioni, non importa passassero vent’anni da adesso, sarebbero lì per sempre. Si tratta di loro, non di me. Voglio ringraziare tutti quei ragazzi che in questi 10 anni hanno condiviso tanti eventi diversi con me, perché li hanno resi speciali.”

 

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