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Il prossimo 12 novembre, Salvatore Cimmino s’immergerà nelle acque, presumibilmente non caldissime, del mare Tirreno e, partendo dall’isola di Ponza, nuoterà per 40 chilometri fino a San Felice Circeo.

L’impresa, ben lontana dal vissuto quotidiano e dalle possibilità della maggior parte di Salvatore Cimminonoi, sicuramente di chi scrive, è inserita nell’ambito del progetto personale di Salvatore, A Nuoto nei Mari del Globo, e nello specifico è dedicata a sostenere l’Associazione Italiana Sindrome di Pitt Hopkins, che opera in favore dei bambini che ne sono affetti, delle loro famiglie, e della ricerca scientifica che combatte questa malattia rara che provoca disabilità intellettive e anomalie fisiche.

Salvatore Cimmino, che ha ottenuto per il suo progetto il patrocinio delle Nazioni Unite, della Presidenza della Repubblica Italiana, del CONI e del Circolo Canottieri Aniene ha una storia straordinaria: nato a Torre Annunziata, il 23 giugno 1964, a 15 anni è colpito da un terribile osteosarcoma e per salvarsi la vita è costretto all’amputazione della gamba a metà del femore. All’età di 40 anni, dopo innumerevoli problemi fisiologici, sotto consiglio medico, comincia a nuotare, non era mai stato in acqua prima di allora!

Dopo otto mesi, compie la sua prima traversata senza l’ausilio di protesi performanti, Capri/Sorrento di 22 km. Subito dopo inizia il suo ‘sciopero nuotando’ per attirare l’attenzione sui problemi del mondo della disabilità. Nel 2007 organizza il ‘Giro d’Italia a Nuoto’, durante il quale diventa atleta del Circolo Canottieri Aniene e viene sostenuto dalla Fondazione Roma, dieci tappe ognuna di 15 km circa, da Genova a Trieste, per ricordare alla gente il problema delle barriere architettoniche. Da lì in poi, una serie eccezionale d’imprese per sensibilizzare l’opinione pubblica, ma soprattutto le Istituzioni, sulle difficoltà che ogni giorno devono affrontare le persone disabili: ottenere presidi protesici adeguati, l’adeguamento delle barriere architettoniche, la difficile integrazione nel lavoro e a scuola, il diritto alla dignità e alla cittadinanza, all’insegna del suo slogan: Per un Mondo Senza Barriere e Senza Frontiere, nel quale, volentieri, anche noi del baseball e del softball ci riconosciamo.

di Marco Landi

La sindrome di Pitt-Hopkins (PTHS) è una condizione geneticamente determinata che rientra nel gruppo delle malattie rare, in particolare nell’ambito delle sindromi con disabilità intellettiva e anomalie fisiche minori.Clinicamente, è caratterizzata da ritardo cognitivo grave con importante compromissione del linguaggio, ritardo delle tappe motorie, deficit neurologici aggiuntivi, quali crisi di iperventilazione o crisi di apnea, difficoltà a coordinare i movimenti (atassia), difetti oculari che in-cludono strabismo, miopia e astigmatismo, convulsioni e stipsi.

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