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La trasferta in Giappone della delegazione italiana non porta in dote solamente un grandissimo risultato sportivo (il settimo posto rappresenta il terzo miglior piazzamento di sempre a un Mondiale per la Nazionale di Softball), ma anche una serie di relazioni diplomatico sportive che guardano verso il futuro con fiducia e, si spera, reciproca soddisfazione.

Nei giorni in cui è stato nel paese del sol levante, infatti, il Presidente della FIBS Andrea Marcon ha avuto modo di incontrare varie delegazioni di alcune città nipponiche, che hanno chiesto esplicitamente di poter illustrare i propri programmi di avvicinamento ai Giochi Olimpici di Tokyo 2020 alla federazione italiana.

Si è trattato di incontri conoscitivi, legati ai progetti olimpici. Detto, infatti, che l’obiettivo principale per la nazionale italiana è quello di puntare alla qualificazione all’Olimpiade giapponese, e per farlo, ovviamente, sarà necessario vincere il torneo di qualificazione europea che si svolgerà il prossimo anno nel vecchio  continente, è anche già necessario pensare all’organizzazione della eventuale trasferta in caso di qualificazione. Per questo le prefetture di Miyazaki e Sendai hanno ospitato il Presidente i due diverse occasioni.

Il Presidente Marcon con  il Governatore di Miyazaki Sunji KonoLa prima è stata Miyazaki, prefettura a un’ora di volo da Tokyo, che ha accolto Marcon con una cerimonia alla quale hanno partecipato il Governatore Shunji Kono, e i sindaci di Miyazaky City, Tadashi Tojiki, e Nichinan, Kyohei Sakita . Per i giapponesi si è trattato di un incontro molto importante, visto che erano circa una ventina i giornalisti accreditati che hanno rivolto numerose domande al Presidente. Un incontro, ha detto Marcon “che mi ha consentito di visitare delle strutture che potrebbero ospitare le nazionali (sia softball, sia baseball) per la preparazione olimpica, in caso di qualificazione. Si tratta di strutture di altissimo livello, nelle quali, per esempio, svolgono lo spring-training due squadre della lega professionistica giapponese di baseball, i Lions e i Buffaloes, la squadra che fu di Alessandro Maestri. Sono rimasto molto impressionato dalla accoglienza e della funzionalità di questi campi, che rappresentano il top a livello mondiale”.

Lo stesso dicasi per le strutture che, qualche giorno dopo, il Presidente, accompagnato questa volta anche dal consigliere federale, Roberta Soldi, ha visitato a Sendai. Anche in questo caso, grazie alla tecnologia e alle opere di ingegneria giapponesi, Sendai, che si trova a 400 km di distanza da Tokyo, è raggiungibile in meno di un’ora di volo e poco più di un’ora di treno ad alta velocità. Un altro momento di incontro molto proficuo, “nel quale sono rimasto molto colpito dalla straordinaria gentilezza e disponibilità delle persone che ci hanno accolto”, ha detto Marcon “in  particolare, il Sindaco di Sendai, Kazuko Lohri, durante il Il Presidente Marcon intervistato a Sendaipranzo ufficiale organizzato in uno dei migliori ristoranti di tutto il Giappone, ha manifestato il proprio amore per l’Italia, l’apprezzamento per tutto ciò che è italiano e soprattutto ha voluto sottolineare l’assoluta intenzione di volere la delegazione azzurra a Sendai, per la finalizzazione della preparazione olimpica, in caso di qualificazione. Addirittura, il Sindaco di Sendai ci ha detto che ci metterebbe a disposizione le sue strutture anche molti mesi prima del torneo olimpico. Una proposta certamente molto interessante che dà la dimensione di quanto il marchio Italia sia apprezzato in Giappone. Se si aggiunge poi che, mentre noi eravamo a Sendai, una delegazione della città giapponese era in Italia a giocare il torneo Perla del Tirreno con dei ragazzini molto promettenti, si fa presto a considerare che la nostra collaborazione è già ben avviata e molto proficua”.

In tutto questo percorso di impegni, il Presidente Marcon, ha avuto modo di incontrare anche: il sindaco di Ichikawa (Hirotami Murakoshi), città che ha ospitato per una settimana la nazionale prima dell’esordio al mondiale di Chiba e i rappresentanti della città di Fukushima (Norio Tanji, Direttore del progetto olimpico Fukushima Tokyo 2020 e Yasuhiro Saito, supervisore). In questo ultimo caso sono stati i due rappresentanti della delegazione di Fukushima a raggiungere il Presidente a Chiba, nella sede del ritiro azzurro. La città di Fukushima ha presentato un ampio dossier sulle possibilità che le nazionali azzurre avrebbero in questa città. “Altre due grandi opportunità”, ha concluso Marcon. “A Ichikawa l’abbiamo addirittura vista con i  nostri occhi e testata con mano e abbiamo potuto apprezzare un lavoro e un servizio entusiasmante. Il ventaglio delle opportunità ora è completo e credo che avremo solo l’imbarazzo della scelta. Ora serve il passo più importante e, ovviamente, più difficile: che le nostre nazionali si qualifichino e possano fregiarsi del diritto di giocare i tornei olimpici. Questo settimo posto Mondiale, che mi inorgoglisce particolarmente e mi ha reso molto felice, perché significa che la strada che abbiamo intrapreso è quella giusta. Ora, dopo questo primo obiettivo raggiunto (ndr entrare nelle prime otto del mondo), sono convinto che con il lavoro, l’abnegazione e la dedizione di tutti coloro che si stanno dedicando a questo percorso, a iniziare dalle atlete e dagli atleti, senza dimenticare tutti i tecnici e i collaboratori, potremo combattere con ottime possibilità di riuscita anche per l’obiettivo più importante: tornare a Tokyo tra due anni”.

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