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Una maratona di tre ore. Una battaglia durissima. Un confronto acceso e nel quale è successo tutto e il contrario di tutto. Continui colpi di scena che hanno reso la finale mondiale un evento da ricordare.
Alla fine gli Stati Uniti vincono 7-6 e rendono triste e da dimenticare la lunghissima giornata di Yukiko Ueno, il lanciatore nipponico che ha giocato due partite (semifinale di recupero e finale) per un totale di 17 riprese, come il numero che porta sulla maglia. Un numero che in Giappone, come in Italia, porta sfortuna ed è malaugurante e Ueno non si libera di questo fardello.

È abbastanza sorprendente la gestione dei lanciatori da parte dei manager di Stati Uniti e Giappone: mentre nella semifinale le americane erano scese in campo con il proprio miglior pitcher, la stella Monica Abbott e le giapponesi, con Fujita, no, in finale succede l’esatto contrario. Ricketts va in pedana per gli Stati Uniti e Ueno per il Giappone. Sembra subito la scelta perfetta, perché la fuoriclasse nipponica riesce a tenere a bada l’attacco americano, al contrario i lanci di Ricketts vengono individuati con continuità dal Giappone, che al secondo inning passa in vantaggio: sono i singoli di Atsumi, Fujita e Agatsuma (sul quale corre a casa Atsumi) a mettere il primo punto sul tabellino della formazione di casa; sulla stesa azione Fujita prova a raggiungere la terza ma una discutibile decisione dell’arbitro di terza la toglie dal gioco per il secondo out della ripresa, che poi si chiude facilmente per Ricketts. Al terzo il Giappone incrementa con un singolo di Yamazaki e un triplo del miglior battitore del torneo, Yu Yamamoto, che colpisce durissimo a destra lungo la linea di foul e sembra indemoniata nella corsa.

Nella parte bassa della stessa ripresa Ueno è colpita duramente e gli Stati Uniti operano il sorpasso: dopo i singoli di Mc Cleney e Aguilar, con due out, l’interbase Delaney Spaulding gira un lancio che rimane alto e sul filo esterno del piatto (e che Ueno avrebbe voluto rifiutare sulla chiamata del catcher, ma l’orologio era ormai arrivato alla scadenza dei 20 secondi a disposizione) e lo fa con una rapidità e potenza tale che la palla esce dal campo (fuoricampo da 3) praticamente viaggiando a mezza altezza per tutto il suo percorso.

Al quarto il manager americano Kenneth Eriksen rileva Ricketts con Kelly Barnhill. Per lei una ripresa e un out del quinto, poi l’avvicendamento con Danielle O’Toole, che subisce subito una valida da Yamada ed elimina Ichiguchi (bunt di sacrificio); con il conto di 3 ball e 1 strike su Yamazaki le viene chiamato un illegal pitch che costa l’avanzamento in terza di Yamada e Yamazaki in prima e allora tocca a Rachel Garcia. Base ball a Yamamoto e basi piene, ma il K su Atsumi toglie gli Usa da qualsiasi problema.
Una valida e una base ball concesse anche da Ueno, al quinto, ma gli Stati Uniti non riescono a produrre e così, in apertura di sesta ripresa, Fujita pareggia grazie a un solo-homer che si spegne dietro la recinzione al centro del campo. Il Giappone arriva in base anche con Kawano, ma Agatsuma batte in doppio gioco. Sembra che per la squadra americana sia tutto sotto controllo, ma Garcia subisce valida anche da Sugama e allora nuovo cambio in pedana: rientra Ricketts (con Abbott che continua a scaldarsi in bullpenn), che ottiene subito la terza eliminazione e dà alle sue compagne la possibilità di tornare in attacco. Non succede un granché e si va al settimo, durante il quale Ricketts gestisce abbastanza bene, nonostante un colpito.

Nella parte bassa del settimo Ueno, che continua a lanciare a 111 km/h e oltre, subisce un duro contatto da Stewart, ma Kawano corre bene ed effettua il primo out; Mc Cleney raggiunge la prima con 4 ball, ma finisce lì: arrivano due K consecutivi e si va agli extra inning.

Il Giappone va subito in vantaggio, grazie a un bunt di sacrificio del pinch-hitter Kawabata e poi grazie a un singolo dell’altro pinch-hitter Naito, mentre gli Stati Uniti, dopo il sacrificio, rimettono di nuovo in pedana Rachel Garcia.

Al cambio campo gli Stati Uniti giocano per il classico bunt di sacrificio e la scelta di Sugama è di giocare per l’assistenza in terza, ma Aguilar arriva comunque salva: corridori agli angoli. Spaulding è eliminata al piatto e Moultrie con un singolo in anticipo batte a casa il punto del pareggio. Con prima e seconda occupate Garcia batte un pop al volo e tocca a Munro che batte in doppio gioco e si va al nono.

Per gli Stati Uniti arriva il settimo cambio in pedana, ma questa volta tocca a Monica Abbott (un paio di out facili e poi una crisi di ball, consiglia il manager americano a passare in base Yamazaki e Yamamoto e con le basi piene Atsumi è facilmente eliminata in prima.

Per la prima volta gli Stati Uniti hanno l’opportunità concreta di vincere ma non la sfruttano, nonostante l’interbase giapponese Atsumi non riesca a fare il primo out. Ueno esce bene con un bunt al volo, una rimbalzante in diamante con out forzato in terza e un pop in zona di foul e si va al decimo.

Nemmeno Yamato Fujita, con un lunghissimo fuoricampo a destra che annichilisce Monica Abbott e porta al Giappone avanti 6-4, riesce a essere decisiva. Gli Stati Uniti recuperano due punti con un doppio per regola di campo di Munro e poi segnano il punto della vittoria grazie a un singolo di Kelsie Stewart.
Per gli USA è l’undicesimo titolo mondiale della storia.

IL TABELLINO DELLA FINALE USA-GIAPPONE

Nel frattempo, per arrivare a giocare la finale, il Giappone era stato costretto a scendere in campo sotto il sole delle 14.00 contro il Canada. La formazione di casa, per lottare per il titolo, aveva anche dovuto affidarsi a Yukiko Ueno, tenuta incomprensibilmente in naftalina nella semifinale persa in rimonta 3-4 sabato sera. La vittoria contro il Canada era maturata grazie a una impressionante serie di giocate difensive e grande aggressività sulle basi. Senza possibilità concreta di fare male, invece, il Canada che ha dovuto fare i conti con un costante utilizzo della palla veloce a quasi 110 km/h e tanti cambi di velocità per chiudere. Singolo (di Yuka Ichiguchi) triplo (di Saki Yamazaki) per l’1-0 giapponese. Raddoppio grazie a un fuoricampo interno di Saki Yamazaki: in realtà un singolo trasformato in fuoricampo da un improbabile tentativo di presa in tuffo Larissa Franklin. Ultimo punto grazie a Yamamoto: singolo più corsa a casa su singoli di Atsuma coadiuvato da un errore difensivo.

IL TABELLINO DI GIAPPONE-CANADA

In chiusura di Mondiale, per l’Italia, confermata la settima posizione in classifica, davanti all’Olanda, il ché dovrebbe portare anche a un miglioramento del ranking (viste anche le vittorie delle Nazionali giovanili, Under 19 e Under 22, nei rispettivi Campionati Europei), la soddisfazione di vedere Greta Cecchetti, con una media ERA di 0.67 in 31.1 inning lanciati, terza assoluta nella specifica classifica dei lanciatori, davanti a Ueno e Fujita e dietro solo a Lawrie ed Escobedo.

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