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Euro U22: le interviste prima della finale

Dopo la qualificazione alla finale è il momento di tracciare un primo bilancio sul cammino delle azzurre nel torneo.
Marta Chiodaroli, in campo in 8 partite su 9, ripercorre il percorso delle azzurre “abbiamo iniziato con partite abbordabili che ci hanno fatto amalgamare, a parte le due sconfitte con l’Olanda abbiamo sempre gestito bene tutti gli incontri, anche se in un paio magari siamo state sottotono e potevamo fare di più”.
Com’è stato gestire fisicamente e mentalmente due partite al giorno con questo caldo (si sfiorano i 30 gradi nda) ?
“Le ultime partite giocate a mezzogiorno sono state faticose, anche perché al pomeriggio c’era poco tempo per recuperare, ed un po’ ne abbiamo risentito”.
Le chiavi per superare l’Olanda in finale ?
“Battere tanto e subito e soprattutto restare tutte unite”.

Arriva poi il turno del manager Longagnani “è stato un torneo lungo ed impegnativo, con 10 ragazze su 19 che avevano già giocato l’Europeo U19, quindi la cosa più difficile è stata la gestione del gruppo” inizia “le partite iniziali erano contro avversari meno blasonati e ci hanno facilitato in questo, ma contro l’Olanda abbiamo giocato un grandissimo softball”.
“Il caldo ha avuto il suo peso, ma abbiamo reagito benissimo nel girone finale ed abbiamo vinto bene contro la Russia e dominato contro l’Irlanda” prosegue “temevamo la Repubblica Ceca, ma alla fine si è rivelata una partita facile… ma già dall’inizio sapevo che la squadra più forte era l’Olanda, in finale però tutto può accadere”.
Quale sarà la chiave per la partite decisiva ?
Dare il massimo e mettere da parte la stanchezza, che non deve essere un alibi, e poi aggredirle in velocità perché sappiamo che soffrono questo tipo di gioco” e puntualizza “ovviamente dobbiamo chiamare bene tutti i lanci, in queste partite ne basta uno sbagliato per perdere”.
Avete giocato molto aggressivi sulle basi e con il gioco corto, ma in certe occasioni avete anche sfoderato una notevole potenza …
“Sì, è importante mixare le due cose, ed adeguarsi agli avversari”.
Cosa pensi del livello del torneo e della competitività di alcune squadre come Gran Bretagna ed Irlanda che hanno fatto ampio uso di giocatrici americane con doppio passaporto ?
“Per quel che riguarda le squadre che hai citato si spiega con il rientro alle Olimpiadi, che porta pubblico, soldi e visibilità. Riguardo al torneo io dividerei le squadre in due poule distinte, le squadre tecnicamente meno preparate hanno grosse difficoltà, e rischiano anche infortuni seri con una velocità di palla a cui non sono abituate”.
C’è qualche giocatrice avversaria che ti ha impressionato ?
“Sicuramente Roos-Marijn Kramer dell’Olanda, la quale lancia con un tipologia di movimento nuova che in Italia non si vede ancora, poi l’interbase Clarijs ed il terza base Poot”.

 

da Trnava, Davide Bertoncini

 

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