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“Una squadra è come una lunga catena” afferma il manager della Nazionale azzurra junior John Cortese prima di iniziare il viaggio di ritorno dalla Coppa del Mondo di baseball U18 di Thunder Bay, “ci vuole molta attenzione e un po’ di tempo per capire quali sono i punti da rafforzare affinché tutta la struttura sia più forte.”John Cortese stringe la mano al manager dell'Olanda U18 (James Mirabelli-WBSC)

La metafora si sposa perfettamente con un progetto Italia Junior che è solo all’inizio di un percorso integrato che coinvolge da questa categoria alla senior lungo il cammino che porta alle qualificazioni olimpiche.

“È ovvio che avremmo voluto vincere le partite che abbiamo perso, non solo quelle in cui abbiamo perso di un punto al nono inning, ma anche quelle in cui siamo stati avanti e competitivi per metà gara; ripenso continuamente, insieme allo staff, al particolare, spesso piccolissimo, che ha cambiato il destino di queste partite, una giocata qui, una palla non presa per 5 centimetri là… sono esperienze nuove per i nostri giocatori a questo livello di gioco e importanza.”

Il torneo è stato tecnicamente apprezzabile “Sì, a parte alcune partite già segnate, in cui diverse squadre hanno giocato per risparmiare i lanciatori e il punteggio si è allargato, mediamente il monte e le difese hanno prevalso sugli attacchi. È perfetto per i nostri ragazzi potersi misurare qui e dimostrare di poter competere, in particolare per una squadra come la nostra, con 14 giocatori su 20 che potranno ancora farne parte il prossimo anno. Le grandi giocate che abbiamo fatto e anche gli errori, sono tatuaggi che rimarranno per sempre in questi ragazzi e faranno di loro giocatori migliori, più pronti la prossima volta. È qualcosa che devi attraversare per crescere come giocatore e come persona.”

Il progetto Italia Baseball U18 guarda avanti, cosa manca a questa squadra per un ulteriore passo avanti? “Niente di rivoluzionario” afferma Cortese “ovviamente dovremo sostituire gli esterni e il prima base, che passano di età, e allo stesso tempo allungare il lineup, cosa che si potrà fare sia con i nuovi innesti, sia con la maggiore esperienza che stanno accumulando i giocatori che già sono in squadra. Per il monte, sarà fondamentale inserire almeno un paio di rilievi, con un closer. Il tutto, valorizzato con l’aumento delle opportunità di giocare più partite a questo livello. La cura della off-season, a partire da subito, garantendo la continuità del programma, è ciò su cui già siamo al lavoro, come staff allargato e integrato, Accademia compresa.”

STATISTICHE DELL’ITALIA

da Thunder Bay, Ontario, Canada, Marco Landi

 

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