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di Riccardo Schiroli

Nel pomeriggio di lunedì 22 giugno è stato celebrato il funerale di Giulio Glorioso. Abbiamo cercato di proporre un ricordo di questo personaggio fondamentale per la storia del baseball italiano.

Il Presidente FIBS Riccardo Fraccari (CB-Oldman)Il Presidente FIBS Riccardo Fraccari ha fatto pervenire al funerale questo messaggio attraverso il Segretario Generale Curti: “Con Giulio Glorioso il baseball italiano perde il suo giocatore più leggendario. Sono molto dispiaciuto per non potere essere qui oggi con voi e con i nipoti, che ho visitato immediatamente dopo avere ricevuto la notizia della sua scomparsa, ritrovando nelle loro parole sugli ultimi tempi di Giulio il ritratto fedele e coerente dell’uomo unico che è stato.
Glorioso è stato il primo giocatore di baseball la cui fama abbia superato il nostro movimento. La sua carriera è straordinaria, da dominatore. Era davvero un giocatore che spostava gli equilibri e faceva il destino di una squadra.
Il suo percorso fuori dal campo di gioco, dove non poteva fare affidamento sulla classe cristallina dell’atleta, è stato certamente più controverso. Di sicuro Glorioso ha avuto grandi intuizioni, ma si è trovato molto spesso a vivere situazioni conflittuali. Nel bene e nel male, anche come dirigente, ha lasciato comunque un segno.
Giulio non era una persona facile con cui avere a che fare, ma una cosa di lui sicuramente resterà: la capacità di giocare la partita che è stata la sua vita con grande intensità, dalla prima alla nona ripresa e sempre a modo suo”.

Al funerale ha preso la parola Antonio Buccioni, il Presidente della Polisportiva Lazio: “Ha avuto 2Il nuovo campo della Lazio grandi amori: il primo il baseball, il secondo la Lazio. E lo ha dimostrato per tutta la vita: ovunque sia andato a giocare, dentro sempre è rimasto biancoceleste. Un campione vero fin dal primo giorno in cui la polisportiva nel 1952, ancora prima che il CONI accogliesse la Federazione, istituì  la sezione baseball”.

Nei giorni scorsi il sito della Lazio aveva pubblicato una lettera a Giulio Glorioso: “Non sei stato solo un amico, un bel signore che i tepori di Roma hanno gradualmente addolcito. Sei stato enormemente di più: una guida, un nume, un eroe buono”.
La Lazio ha dedicato a Giulio Glorioso il campo appena inaugurato in via Galba.

Il Capitano della nazionale di baseball Mario Chiarini ha salutato Giulio Glorioso dal suo profilo Facebook con il significativo hashtag #legacy.

Il caratteristico caricamento di Giulio Glorioso (Lazio baseball)Alla FIBS la notizia della morte di Glorioso è arrivata direttamente da Roberto Buganè, il responsabile del progetto Museo e amico personale di Giulio: “Negli ultimi tempi avevamo preso l'abitudine di incontrarci con gli amici Gianni Sbarra ed Enzo Virdia, questultimo giocatore della Lazio B.C. quando non era ancora S.S.Lazio, parlo del 1949. Ci vedevamo per parlare dei tempi andati. L'ultima volta ci siamo incontrati nella primavera del 2014, ci eravamo dati appuntamento per l'autunno, finite le vacanze estive. Ma non ci siamo più visti...”.

Sugli anni di Glorioso a Milano, dove arrivò nel 1961 proveniente da Roma, abbiamo raccolto la testimonianza di Giancarlo Folli: “Eravamo una squadra con 11 nazionali, così giocavamo anche un campionato parallelo con le basi NATO. Io lanciavo in quelle partite, mentre Giulio era il lanciatore del campionato. Era un fenomeno, ma non se la tirava per niente. Però pretendeva che si facesse il massimo. Era anche una persona che sapeva scherzare. Gli chiesi di accompagnarmi dal barbiere in Germania per farmi da interprete. Andò a finire che mi rasarono completamente. Mi soprannominava Totem, per la mia stazza. Cominciò a chiamarmi Crapa Pelata.
Oltre che una grande squadra, eravamo un gruppo di amici. Ricordo le serate a casa di Gigi Cameroni, il suo catcher. Erano una batteria formidabile. Cenavamo tutti assieme e ognuno portava qualcosa. Quando mi sposai, lui venne al matrimonio e si offrì di farci da guida a Roma, durante il viaggio di nozze”.

Angelo Novali, prima base dell’Europhon e oggi allenatore dei Thunder’s Five di baseball giocato daAngelo Novali nel ruolo di allenatore dei Thunder's Five ciechi, vuole soprattutto evidenziare l’umanità di Glorioso: “Ma non voglio dire molto, rischio di commuovermi, solo che era unico. Lo sentivo tutte le settimane da anni e quando a fine gennaio non mi rispose, rimasi stupito. Lo avevo invitato all’Acquacetosa un mese e mezzo fa per una partita dei Thunder’s Five, ma ancora non avevo ricevuto risposta. Qualche giorno fa avevo parlato con una nipote. Mi aveva descritto la gravità della sua condizione ma mi pregò di non divulgare niente: Giulio non voleva che si sapesse nulla”.

Dopo 2 stagioni senza sconfitte a Milano, Glorioso si trasferì nel 1963 a Nettuno: “Eravamo in un momento difficilissimo. La squadra poteva contare solo su una decina di giocatori e si temeva di non riuscire ad andare avanti” ricorda Giampiero Faraone “Il Principe Borghese ebbe la grande intuizione e chiamò Giulio, offrendogli anche il ruolo di allenatore. Lui spostava gli equilibri e infatti in 3 anni vincemmo 3 scudetti e la prima Coppa dei Campioni. Lo conoscevamo e lo temevamo da avversario e lo abbiamo sempre rispettato. Da compagno di squadra, devo dire che mi ha lasciato il segno. Credo proprio che sia stato il miglior giocatore italiano di sempre”.

Nel 1965 Alberto Rinaldi, primo italiano, firmò un contratto da professionista per i Cincinnati Reds Ricorda1965, Spring Training Cincinnati Reds:'Toro' Rinaldi è il primo a sinistra, Giulio Glorioso il primo a destra (telefoto Mannocchia-Stadio) Toro: “Preparammo l’Europeo 1964 in una base NATO e si unì al nostro staff tecnico Reno De Benedetti, che lavorava per i Reds. Mi fece firmare poco prima della finale. Io avevo solo 18 anni e Giulio mi ha accompagnato per il primo mese, per me è stato un fratello. Si interessò anche per farmi ottenere il permesso per andare all’estero a giocare, visto che non avevo ancora fatto il servizio militare. Nel 1966 lo ritrovai a Parma. Era un uomo tutto d’un pezzo, ma molto riservato. Pensa che non avevo idea che fosse così malato. Mi mancherà molto”.

Nella stagione 1966 con Glorioso e Rinaldi giocava nel Parma Gianni Gatti: “Giulio era un condottiero, un duro. La strategia di lancio la decideva lui, non il catcher. Ma era anche una persona intelligente, a tratti Gianni Gattispassosa. Accompagnò me, Cavazzano, Monaco e Monelli al Camp dei Cincinnati Reds a Tampa e si mise a nostra disposizione. Era una persona importantissima.
Ricordo che non era tanto propenso a condividere la sua tecnica, ma riusciva a dare consigli fondamentali. Ricordo una partita contro Bologna. Subii una valida su una curva interna e lui, che giocava esterno, arrivò fin sul monte per dirmi come mai non mi ero ricordato che al turno precedente avevo subito una valida dallo stesso battitore su una curva interna.
Giulio si curava in maniera maniacale. Io lo frequentavo a Roma durante il mio anno di militare, mi invitava spesso a casa sua, e non ricordo un giorno in cui non sia andato a correre. Di lui ricordo anche qualche stranezza. Dopo uno strike out, pretendeva che la palla gli ritornasse dal terza base. E non si poteva iniziare la partita senza un pacchetto di chewing gum Wrigley: se ne metteva in bocca 5”.

La memoria di Giulio Glorioso è stata omaggiata anche dai tradizionali rivali olandesi in un bell’articolo di Marco Stoovelar, che sul suo sito Grande Slam definisce Glorioso “l’icona del baseball italiano”. Il pezzo è stato ripreso dal sito della Federazione d’Olanda (KNBSB).
Stoovelar in particolare ricorda la no hit di Glorioso che all’Europeo 1960 di Barcellona non valseGiulio Glorioso è il secondo da destra in questa foto del Gilda softball club di Roma datata 1947 comunque una vittoria per l’Italia, visto che gli olandesi (con Han Urbanus sul monte) batterono gli azzurri 1-0.

Sulla stampa italiana non sono mancati i tributi. Corriere della Sera, Repubblica, Quotidiano Nazionale, La Gazzetta dello Sport, Corriere dello Sport e le varie Agenzie di Stampa hanno reagito immediatamente alla notizia divulgata sabato mattina. Ovviamente la notizia è stata ripresa dai siti specializzati.
Elia Pagnoni sul Il Giornale ha definito Glorioso: “Più spirito critico che uomo immagine”.
Stefano Arcobelli su La Gazzetta dello Sport ha addirittura ricordato le voci di un flirt con Brigitte Bardot, mai sbocciato per volontà dello stesso Glorioso.
Su La Stampa Stefano Semeraro ha definito Glorioso: “Il simbolo di un’era”.
Per Il Messaggero con Glorioso il baseball italiano ha perso: “Una delle sue bandiere”.
Nel suo blog A ruota libera il giornalista di Repubblica Eugenio Capodacqua definisce Glorioso “Maestro di baseball e di vita”.

Nella foto di copertina (cortesia di Roberto Buganè): Glorioso (in primo piano) con Gianni Sbarra ed Enzo Virdia (a sinistra)

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