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Si è spento nella notte a Roma, all’età di 84 anni, Giulio Glorioso, il simbolo di un’era che ha reso popolare il baseball in Italia e certamente il primo nome che a intere generazioni di sportivi nel nostro paese viene in mente pensando alla nostra disciplina.
Il Presidente Riccardo Fraccari in rappresentanza del Consiglio Federale e il Segretario Generale Giampiero Curti a nome dello staff della FIBS partecipano al dolore di tutto il movimento, che perde una stella assoluta dei diamanti italiani e non solo.
Su tutti i campi di gioco, sabato 20 e domenica 21 giugno, verrà osservato un minuto di silenzio in memoria di Giulio. Il funerale è fissato per le 14 di lunedì 22 giugno, presso la Chiesa Parrocchiale del Preziosissimo Sangue di Nostro Signore Gesù Cristo, in via Flaminia 732.

di Riccardo Schiroli

Dalla prima richiesta alla prima (e ultima) intervista che mi ha concesso sono passati quasi 6 anni.
"Ormai faccio vita contemplativa" mi aveva detto Giulio Glorioso nell'estate del 2000 e aveva trovato un'altra scusa un anno dopo, quando gli avevo formulato una nuova richiesta dopo che aveva effettuato il lancio inaugurale alla centesima sfida tra Italia e Olanda a Rotterdam.Glorioso lancia la prima palla nella centesima sfida Italia-Olanda a Rotterdam, il 30 giugno 2001
Non era esattamente un personaggio facile Giulio de noantri (come lo chiamava Massimo De Luca), che aveva declinato anche l'invito a consegnare il premio a lui dedicato al miglior lanciatore di scuola italiana. Motivazione: "Ma quale scuola italiana!".
A Un diamante azzurro (capitolo 7) Glorioso aveva raccontato nel 2006: "Ero un esterno della Lazio, lanciatore per necessità nel 1951 e cresciuto alla scuola di Dick Leone".
Proprio nel 1951 Glorioso realizzerà la prima no hit del baseball italiano. E, a proposito di prime volte, nel 1952 sarà il primo MVP.

Glorioso non era neanche romano (nato a Udine il 4 aprile 1931) ma risulta essere uno degli sportivi romani più noti di sempre. Quando lunedì 21 ottobre del 2002 venne celebrato all'Acquacetosa il cinquantesimo anniversario della prima partita della nostra nazionale, Glorioso si aggirava anonimo tra i VIP presenti, ma non appena al microfono venne annunciato il suo nome, tutto il pubblico scattò in piedi per un applauso.
Glorioso amava mettere nero su bianco i suoi ricordi. Su quella prima partita del 31 agosto 1952 scrisse: "La prima Giulio Glorioso nel 1952nazionale azzurra, come Renato Germonio ricordò poi sul giornale federale, in realtà giocò in maglia viola con le divise fiammanti del distaccamento U.S. Army di stanza a Trieste (manager Sam Corallo, coach Albert G. Vada). Ricordo l'emozione per la prima uscita allo stadio Torino - dove il baseball si era però affacciato già nel 1920, quando si chiamava stadio Nazionale, con la partita dimostrativa di 2 squadre della Young Men's Christian Association: un bel salto per il baseball dal Campo Artiglio di Piazza Bologna, dal Campo della Rondinella a Villa Glori, dall'Apollodoro di Viale Tiziano, dal Motovelodromo Appio. Ricordo la sorpresa di essere il lanciatore partente, gli applausi a Gregory Peck (a Roma per girare Roman Holiday, con Audrey Hepburn); e l'incoraggiamento della folla: Forza Italia. Ricordo che il mio primo lancio fu uno strike".
Glorioso allora era reduce dall'esperienza allo Spring Training dei Cleveland Indians.

Quando nel 2011 Darwin Cubilan tolse a Glorioso il record per la minor media punti guadagnati (era 0.46, il venezuelano lo abbassò a 0.41), Giulio non citò il fatto che lui aveva ottenuto il record nel 1961 ("giocavo in una squadra formidabile in difesa e in battuta"; era il Milano 1946 allenato da Cameroni, che vinse lo scudetto quella stagione e quella successiva) lanciando in 156 riprese contro le 44 di Cubilan, ma provocò: "A me di quell'anno resta la media battuta .444, che gli sarà difficile battere".

I numeri di Glorioso sono straordinari, ma purtroppo nelle schede vita sul sito sono pubblicati in manieraGiulio Glorioso "visto" da Giancarlo Mangini parziale, perchè la raccolta dati iniziò ben dopo il suo esordio. Da una nostra ricerca (che ovviamente è da verificare) il numero delle vittorie di Glorioso arriva a qualcosa come 288: irraggiungibile. E comunque, anche considerando solo i dati on line, siamo sicuri che non verrà mai battuto il numero delle sue partite complete: 173.
Citiamo anche i 7 scudetti che ha vinto in carriera.

Definito a suo tempo il primo professionista del baseball italiano, Glorioso commenterà così: "Ho giocato tanto a baseball, ma sempre avendo un lavoro regolare, al servizio dello Stato, in Italia e all'estero" Giulio lavorava per Eutelsat, n.d.r. "Al limite, il professionista l'ho fatto alla pari nel 1955 e 1956 in Tunisia. Ero playing manager presso l'Entente Sportive Ouvriere di Tunisi ed ero ancora studente".

Giulio Glorioso era parte della squadra che ha vinto l'Europeo 1954 (vincerà anche 7 argenti) e di quella che ha giocato il primo Mondiale nel 1970. In totale ha accumulato 68 presenze in azzurro e la sua maglia numero 34 è stata ritirata nel 1984 dall'allora Presidente Bruno Beneck.

A Giulio Glorioso la Lazio e Roma Capitale hanno dedicato il campo sorto nella Buca di via Galba.

LA SCHEDA VITA DI GIULIO GLORIOSO DAL 1960 AL 1974

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