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Juniores Baseball, da Praga a Taiwan con il lavoro

di Michele Gallerani

20130720 Lo staff della Nazionale U18, HOLMBERG COSTA MASCITELLI POMA (MG-Oldmanagency)“È presto per parla del futuro, godiamoci questa vittoria e poi penseremo al lavoro che dobbiamo ancora fare”, parola di Gianguido Poma, Manager della Nazionale Under 18 di baseball, Campione d’Europa per la tredicesima volta nella storia. Per Poma e il suo staff (composto da Gianmario Costa, Mario Mascitelli e Bill Holmberg) si tratta del terzo trionfo continentale.

Il futuro immediato si chiama Mondiale di categoria a Taiwan, tra fine agosto e inizio settembre, ma la vittoria contro la Repubblica Ceca nella finale di Praga, dopo aver eliminato l’Olanda super favorita e campione in carica in semifinale, è importantissima anche e proprio in chiave futura.

“Una vittoria sofferta”, dice Poma “e bellissima. È l’ultima in ordine di tempo ed è certamente la più dolce. Anche e soprattutto perché abbiamo avuto pochissimo tempo per preparare la manifestazione. Un Campionato Europeo non si improvvisa, perché giocando a livello internazionale la scritta Italia sul petto pesa moltissimo, per questo abbiamo dovuto lavorare giorno dopo giorno con i ragazzi per cercare di farli migliorare, di togliere loro quella tensione che si era accumulata, per cercare di eliminare i tanti errori che abbiamo fatto nel corso della manifestazione”.

Ecco, come te li spieghi tanti errori da una squadra così forte e anche esperta?
“Il motivo è sempre lo stesso: quando non hai tanto tempo per lavorare, devi farlo in corsa. Le difficoltà vanno risolte giorno dopo giorno e i ragazzi sono stati bravi ad ascoltarci e ad applicare quello che gli veniva chiesto. In semifinale contro l’Olanda abbiamo fatto un lavoro eccezionale in battuta, siamo stati straordinari. Come straordinari sono stati i lanciatori: Briggi ha giocato una gran partita con il Belgio, Silvestri, che all’esordio contro la Repubblica Ceca aveva sofferto, si è riscattato alla grande in finale e poi c’è il capitano: Lorenzo Gradali. Anche se ha solo diciotto anni è un ragazzo molto maturo, lo ha dimostrato nella semifinale contro l’Olanda. Anche per questo, per premiarlo, abbiamo deciso di far affrontare a lui l’ultimo uomo della finale”.

Che per la cronaca è stato uno strike-out in quattro lanci.

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