Questo sito web utilizza i cookies per offrire una migliore esperienza di navigazione, gestire l'autenticazione e altre funzioni. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento, l'utente esprime il suo consenso all’utilizzo dei cookies sul suo dispositivo.

 Visualizza la Privacy Policy Approvo
instagramyoutubecustom1

Il Giappone vince, ma che grande Italia!

da Taipei City (Taiwan), Fabio Ferrini

Grinta, concentrazione, gioco, rispetto ma non paura. Questa è l'Italia che si è vista in campo contro il Giappone nella terza partita del Mondiale Under 12. Alla fine i nipponici portano a casa la vittoria (4-3), ma devono sudare le proverbiali sette camice contro gli azzurrini che si inchinano solo al secondo tie-break. Nemmeno una partenza in salita, con gli orientali avanti 3-0 a fine terzo inning, scoraggia i ragazzi di Burato che hanno il carattere di restare aggrappati alla partita, avvicinarsi agli avversari a piccoli passi e riequilibrare il punteggio nell'ultimo attacco regolamentare. Il tutto costringendo la squadra asiatica ad alternare ben 4 lanciatori sul monte per evitare di capitolare. Alla fine è una valida a basi cariche del pinch hitter Sawamura a conservare l'imbattibilità del Giappone. Per l'Italia non arriva l'impresa, solo sfiorata, ma rimane la consapevolezza di aver dimostrato a tutti come gli azzurrini se la possono giocare con chiunque, anche contro mostri sacri come gli asiatici. E se anche la dea bendata, che ha girato le spalle al nove italiano su una battuta in ritardo di Gonzalez al primo extrainning finita di un palmo al di là della linea di foul di destra, sorriderà all'Italia presto arriverà anche il colpo che nessuno si aspetta.

Gli azzurri sfoderano una prestazione a dir poco incredibile in diretta Tv e l'impresa non passa Gabriele Marras chiamato come partente contro il Giappone (2f/Oldmanagency)inosservata tanto che lo staff tecnico di USA Team aspetta l'Italia nella hall dell'hotel per fargli i complimenti. Una cosa che non accade davvero tutti i giorni, ma sicuramente meritata perché i ragazzi di Stefano Burato hanno messo in campo l'anima, ci hanno creduto fino alla fine mostrandosi alla pari di una delle favorite del torneo.

In tutto questo lo staff tecnico azzurro ha i suoi meriti perché dimostra di aver preparato la partita in ogni minimo dettaglio presentando ai battitori asiatici, dei buoni contattisti, un partente, Gabriele Marras, dalla palla lenta che li mette in crisi. E poi tira fuori dal cilindro la mossa Tara Melassi, unica ragazza del gruppo azzurro e all'esordio, che smaltita l'emozione iniziale, trascina i compagni. Sia sul monte, dove il Giappone deve aspettare appunto il secondo tie-break per tornare a fare punti, sia nel box, dove è un suo doppio, prima valida della gara, a suonare la carica azzurra e creare i presupposti per trovare il primo punto.

Il Giappone si accorge che non sarà una passeggiata, come molti si aspettavano, già dalle prime giocate perché l'Italia non solo porta subito il suo leadoff in seconda, ma in difesa per ben due volte "secca" i corridori asiatici che provano a rubare la terza. Un La concentrazione degli azzurri durante la sfida con il Giappone (2f/Oldmanagency)monito per chiarire al manager orientale di non provarci più. Ma l'Italia non è solo questo, è anche la capacità e la pazienza di aspettare dei suoi battitori nel box che la porta a trovarsi a basi cariche senza toccare valido al secondo. L'occasione non viene sfruttata, ma impone al Giappone la massima concentrazione e il primo cambio di lanciatore, con il macino Mutsuya Suzuki sul monte.

Però di fronte c'è sempre una delle migliori formazioni al mondo e l'Italia se ne rende conto nella terza ripresa quando alla prima ed unica flessione che ha, il Giappone piazza l'allungo. Il primo punto orientale arriva su lancio pazzo, il raddoppio su singolo di Ueda e il 3-0 su una combinazione di errore, wild pitch e valida. Melassi, entrata prima del vantaggio asiatico, dimostra di aver smaltito l'emozione della prima assoluta quando chiude l'inning con lo strike out su Aoki. Forse vogliosa di un immediato riscatto dopo un impatto non al meglio, la giovane lanciatrice azzurra al cambio campo va nel box determinata e, con Catalano in base, piazza una secco doppio all'esterno Tara Melassi, protagonista della partita, intervistata a fine gara dai giornalisti taiwanesi (2f/Oldmanagency)sinistro che porta l'Italia ad avere entrambi i corridori in zona punto. La battuta in diamante di Da Re vale il primo passo vero la rimonta (1-3).

Melassi domina in pedana e allora l'Italia ha la possibilità di continuare a sognare di rimettere in piedi la partita. Il quinto inning sembra essere quello buono perché il nove azzurro torna a trovarsi con le basi cariche, ma questa volta alla giovane lanciatrice italiana non riesce ripetersi nel box. Sembra la fine della storia perché nessuno pensa che il Giappone possa concedere un'altra chance. Ed invece gli azzurrini tirano fuori il carattere, mettono pressione agli avversari e vengono premiati. Nell'ultimo attacco il secondo rilievo asiatico Ninomiya accusa la tensione perché riempie i cuscini con due basi ball ed un colpito, poi concede il 2-3 con un lancio pazzo ed infine vede l'Italia agguantare il pareggio (3-3) su una palla mancata del suo ricevitore. E la rimonta è completata.

Per la prima volta nella manifestazione si arriva al tie-break e gli azzurrini vogliono vincere. Con due eliminati e corridori in seconda e terza Gonzalez Luca Gherghetta scivola a casa per il punto del pareggio azzurro (2f/Oldmanagency)lascia partire una battuta che passa sopra il sacchetto di prima e che varrebbe 2 punti se arrivata in campo esterno non cadesse a non più di un palmo al di là della linea di foul. Un pizzico di sfortuna che lascia un po' di amaro in bocca. Al contrario il Giappone nemmeno si avvicina ad impensierire l'Italia: tre out e via per Melassi.

Si passa al secondo extrainning dove gli azzurri non trovano la giocata giusta ma anche quando il Giappone, nel suo turno in attacco, riempie le basi con un bunt valido di Mizushima non demordono. Burato chiama l'esterno centro Gerghetta a giocare davanti alla seconda e gli altri due esterni al confine con la terra rossa. Una difesa che dà ancora qualche speranza agli azzurri perché Oba viene preso al volo dal seconda base. Poi però arriva la secca linea del mancino Sawamura, che fa il suo dovere di pinch hitter, su cui Angioi può solo tentare un tuffo disperato. E' 4-3 Giappone. Ma è lo stesso grande Italia!

IL TABELLINO

LA PHOTOGALLERY AGGIORNATA DELL'ITALIA

RISULTATI E CLASSIFICHE

Nella foto di copertina il Angioi in allungo sulla seconda e Del Gaudio alle sue spalle (2f/Oldmanagency)