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di Daniele Mattioli

L'ultimo giocatore a riuscirci nella Italian Baseball League era stato Carlos Duran nella stagione 2008. Dopo 7 anni, Mattia Reginato è riuscito a emulare il giocatore della T&A San Marino e, nella serata di sabato 11 aprile, ha colpito uno storico cycle nella partita, poi persa 10-8, dal suo Nettuno 2 sul campo della Fortitudo Bologna.

''Sto capendo solo ora che cosa ho fatto'' afferma il giocatore dell'Angel Service ''E posso dire di essere davvero contento, perchè si tratta di una grandissima emozione, resa ancora più bella dai tanti complimenti arrivati da parte di amici e tifosi''.

Tra questi anche quelli di David Sheldon, l'unico giocatore in grado di colpire un cycle (ovvero singolo, doppio, triplo e fuoricampo nella stessa gara) per ben 3 volte in carriera nel campionato italiano ''Faccio ovviamente i complimenti a Mattia per il risultato che ha centrato'' afferma l'attuale manager del Bollate ''Non è per nulla semplice perchè, oltre al più normale doppio o fuoricampo, devi essere in grado di colpire anche un triplo, giocata tra le più difficili da realizzare. Ad esempio, nell'ultimo cycle che ho realizzato con il San Marino nel 2005, la valida da tre basi è arrivata solo all'8°inning e per di più con anche la complicità dell'esterno che non è stato perfetto in difesa''. 

Una situazione similare è accaduta anche a Reginato sabato sera. Il giocatore della nazionale italiana ha iniziato realizzando una semplice valida al secondo inning, seguito da un doppio nella ripresa successiva. Nel quinto attacco, il giocatore della nazionale italiano ha colpito invece un home run da 2 punti. L'ultima battuta rimasta per compiere l'impresa era il triplo, puntualmente arrivato nell'ultimo attacco della formazione laziale.
''Devo dirti che ho pensato leggermente al cycle quando stavo correndo sulle basi al momento del fuoricampo" racconta Reginato ''Ma poi ho cercato di rimuovere il tutto perchè dovevo concentrarmi sulla partita. Nel nostro ultimo tentativo per tentare di pareggiare l'incontro, invece, il mio unico obiettivo era quello di arrivare salvo in base. Quando Massimiliano Masin, coach di prima base, mi ha urlato di correre in terza, ho piano piano capito quello che stava accadendo''.

Nonostante comunque una bella prestazione in attacco nella seconda partita, il Nettuno 2 è tornato a casa con una doppia sconfitta sulle spalle ''Puntavamo a strappare una partita contro i campioni d'Italia, risultato che sarebbe stato di grandissima rilevanza vista la qualità degli avversari. Invece, non ci siamo riusciti, anche se siamo stati in grado di restare nel match sabato sera. La Fortitudo però ha dimostrato a suon di valide il perchè ha vinto il titolo nel 2014 e il perchè è una tra le favorite per quest'anno''.
Si può comunque dire che queste sono sconfitte che possono far crescere il gruppo? ''Credo di sì, il nostro è molto coeso e l'aver tenuto testa ad una squadra come l'UnipolSai è sicuramente un bel segnale. Con il prossimo rientro nello staff dei lanciatori di Valerio Simone, mio grandissimo amico, sono sicuro che potremo sicuramente toglierci delle belle soddisfazioni''.

In carriera hai giocato in 2 delle squadre più importanti del baseball europeo come la Fortitudo Bologna (nel 2010) e la T&A San Marino (dal 2011 al 2014). Poi hai preso la decisione di passare al Nettuno2: ''Mi è dispiaciuto molto lasciare la squadra del Monte Titano, soprattutto per il forte legame che si era venuto a creare con i compagni, ma la mia è stata una scelta di vita, sia per una motivo famigliare che lavorativo, visto che purtroppo di baseball non si riesce a vivere. Alcuni l'hanno capito, altri, invece, no''.
Cambiano inevitabilmente gli obiettivi a cui puoi ambire: ''Ho scelto questa società perchè ho visto che alle spalle c'è un progetto serio, a lungo termine. Inevitabilmente anche il mio ruolo è diverso, perchè se in precedenza ero uno dei tanti, qui dovrò essere quasi da esempio per tutti i ragazzi che non hanno avuto le mie precedenti esperienze. E' un qualcosa che mi carica particolarmente''.

Prima di colpire il cycle, avevi realizzato un grande slam nella finale di Coppa Campioni contro il Parma nel 2011 e la valida della vittoria all'Europeo 2012 contro l'Olanda. C'è chi dice che tu sei una specie di predestinato: ''Guarda" sorride NDI "Ti posso dire che per raggiungere certi risultati bisogna lavorare sempre e duro, facendosì trovare pronti quanto si è chiamati in causa. Avevo 15 anni, quando Marco Mazzieri mi disse che il duro lavoro paga sempre. Aveva ragione''.

La foto di copertina è di Simone Amaduzzi.

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