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Si è conclusa a pochi passi dalla fine l’avventura di Marta Gasparotto, Elisa Grifagno e Melany Sheldon (in rigoroso ordine alfabetico) nelle finali della NJCAA (le finali nazionale dei Junior College). Con 2 sconfitte consecutive quando nel tabellone erano rimaste 16 squadre (in pratica agli ottavi di finale) le azzurre chiudono la stagione negli Stati Uniti, ma lo fanno con la soddisfazione di aver avuto la possibilità di vivere una grande avventura.

Al Final Tournament di St. George nello Utah, Gasparotto, Grifagno e Sheldon, che in questa stagione hanno indossato la casacca del Chipola College di Tallahassee (la capitale della Florida), erano arrivate dopo una straordinaria sequenza di 57 vittorie e solo 6 sconfitte. Purtroppo il sogno di arrivare fino a giocarsi il titolo è sfumato dopo sole 3 partite, vinta la prima in rimonta 5-3 contro North Central Texas, sono arrivate 2 sconfitte consecutive nella seconda giornata del torneo. Entrambe al termine di partite chiuse ed equilibrate: 2-0 contro Central Arizona e poi 1-0 contro Northeastern Oklahoma A&M, nella sfida di ripescaggio che avrebbe potuto dare – se vinta – una ultima chance per arrivare alle finali.

“È stata comunque una grandissima esperienza, sotto tutti i punti di vista”, dicono in coro le 3 giovani atlete italiane. Una esperienza che per Marta Gasparotto e Melany Sheldon era iniziata nell’agosto del 2016, mentre Elisa Grifagno si era aggregata alle Indians solo da gennaio 2017. Vinta la Panhandle Conference della Florida, le Indians sono arrivate allo State Tournament di Vero Beach da favorite. Una sconfitta contro Central Florida, le aveva costrette al loser bracket dal quale erano comunque arrivate alla finale, che regalava, anche se persa, un posto ai Nationals. Il resto è storia di questi ultimi giorni.Le Indians del Chipola College (Florida) con Elisa Grifagno, Marta Gasparotto e Melany Sheldon

“Una storia comunque molto bella e, nel complesso, estremamente positiva, educativa e formativa”, dice Melany Sheldon. “Avevamo una squadra molto giovane: solo 3 sophomore nel roster, per questo possiamo essere molto soddisfatte della stagione, specialmente di come, nello State Tournament abbiamo recuperato dal tabellone dei perdenti, giocando 8 partite in 3 giorni e arrivando fino a conquistare il posto per i Nationals. Poi, qui nello Utah, sapevamo che avremmo affrontato squadre molto forti e siamo state sfortunate perché abbiamo perso veramente per pochissimo”.

Facendo una valutazione generale della vostra esperienza di questi mesi negli States, come la giudicate?

“Estremamente positiva”, risponde Marta Gasparotto. “Sinceramente è andato tutto alla brande fin dall’inizio. Al di là del fatto che abbiamo visto e conosciuto posti bellissimi, non ultima la città di St. George nello Utah dove abbiamo giocato le finali, abbiamo avuto la possibilità di crescere e di migliorarci. Anche se, a dire la verità, io personalmente, avendo già giocato Mondiali ed Europei a livello seniores, ero già abbastanza preparata. Ciò non toglie che abbiamo lavorato tanto e con grande continuità”.
“La vera difficoltà, almeno all’inizio”, aggiunge Melany Sheldon “è stata quella di far combaciare i tempi di allenamento a quelli dello studio. Spesso (3 volte la settimana), infatti, le nostre giornate iniziavano con allenamenti alle 6 del mattino, poi scuola, poi di nuovo in campo e alla fine della giornata, a casa, lo studio”.

A proposito dello studio, come è stato l’approccio con la lingua e le metodologie di insegnamento americane?

“Ci siamo disimpegnate alla grande, sia con la lingua, sia a scuola”, afferma Melany Sheldon, “anche perché, a dire la verità, la scuola italiana ci ha preparate molto bene e devo dire che qui il livello è un po’ più basso”.

“Confermo”, dice Elisa Grifagno. “La mia esperienza universitaria italiana, oltre a essere completamente diversa per metodo e impegno, mi ha preparato benissimo. Posso dire di non aver trovato alcuna difficoltà. Le uniche criticità che ho riscontrato sono state quelle iniziali, un po’ con la lingua, poi e andata molto meglio. All'inizio non è stato semplice perché, oltre ad aver cambiato stile di vita, io sono arrivata a gennaio, Marta e Mel erano già qui da agosto, quindi ho dovuto imparare molte cose in poco tempo, ma alla fine il bilancio è veramente positivo”.

Non altrettanto, purtroppo, è stato il risultato sportivo: almeno per quel che riguarda le finali non raggiunte. Ma ora è tempo di tornare in Italia e pensare ai prossimi appuntamenti che, tra campionato e nazionale, impegneranno tutta l’estate.

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