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I Curaçao Neptunus sconfiggono per 5-0 i Pirati di Rimini e si confermano campioni d'Europa per la decima volta nella storia e per la terza volta negli ultimi quattro anni. La partita ha visto un superlativo Orlando Yntema capace di lanciare un complete game shutout con ben 11 strikeouts. In questo modo, il lanciatore nato nella Repubblica Dominicana chiude la European Champions Cup con zero punti subiti in 14.2 riprese lanciate. Ore prima del nuovo successo del Neptunus, a festeggiare sul campo di Rotterdam è stata anche la UnipolSai Bologna, che con un sonoro 8-0 sui Rouen Huskies ha conquistato il terzo posto. Sconfitta invece per la T&A San Marino, che perde con il risultato di 8-3 contro la L&D Amsterdam. La disfatta sammarinese è doppia, poiché proprio per effetto di questo risultato la T&A perde il posto nella Coppa Campioni del 2019. Al loro posto i belgi del Borgerhout Squirrels, che ieri hanno conquistato la Coppa CEB ai danni dei Bonn Capitals.

 

Per il quarto anno consecutivo la Coppa Campioni resta in Olanda. I padroni di casa del Neptunus Rotterdam sconfiggono per 5-0 i campioni d’Italia del Rimini in una partita diventata a senso unico dal terzo inning in poi, cioè da quando si registra l’ultima valida romagnola battuta da Nicola Garbella. Da questo momento Orlando Yntema alza un muro invalicabile per le mazze italiane che battono un doppio gioco con Lino Zappone per chiudere il primo terzo di gara e farsi poi corrompere dalla frenesia in battuta, che porta ad una striscia di 18 eliminazioni consecutive infilate dal pitcher dominicano, il quale conclude in bellezza la partita con tre strikeouts nel nono inning ed un totale di 11 K contro 4 valide.I giocatori del Curaçao Neptunus festeggiano il titolo conquistato contro il Rimini (foto Rob Julsma/honkballsite.com)

Ma Rimini non è stata sempre così arrendevole: la squadra di Paolo Ceccaroli impegna nel primo inning l’asso dei Curaçao Neptunus con una linea a sinistra battuta da Garbella, seguito da un’altra linea centrale battuta da Romero. Dal dugout della compagine olandese però si alzano sospetti. Ronald Jaarsma, manager dei campioni d’europa in carica, chiede agli arbitri di controllare la mazza utilizzata dall’esterno neroarancio. Dopo alcuni minuti di pausa, gli arbitri sciolgono la riunione e squalificano il battitore di Rimini per utilizzo di una mazza che non compariva nell'elenco di quelle consentite dalla CEB. La decisione arbitrale lascia spiazzato Paolo Ceccaroli che contesta la decisione, anche platealmente, venendo quindi espulso.

Privi di Romero, rimpiazzato da Lino Zappone nell’esterno sinistro ed al terzo posto del lineup, e della guida del proprio skipper, Rimini si lascia andare ad una risposta carica di rabbia nel secondo inning, dove gli scudettati colpiscono due singoli con Ustariz e Batista (quest’ultimo con mazza rotta nell’impatto con la palla) ma sprecano tutto con il primo dei due doppi giochi della loro partita.

Scampato il pericolo, la formazione di Rotterdam sale in cattedra ed approfitta di un errore di Kevin Kelly per passare in vantaggio 1-0 su una volata di Shaldimar Daantji che esce fuori dall’esterno sinistro per la gioia di Familiestadion. Il fuoricampo subito manda in tilt il pitcher ex Amsterdam che incassa altri due punti nello stesso inning da un triplo a destra del nono in battuta Darryl Collins, mentre in precedenza si registrava un singolo di De Cuba il quale avanzava in seconda e terza nella stessa azione sfruttando un lancio pazzo ed un tiro errato del ricevitore Llewellyn.

Nel terzo inning i romagnoli provavano ad abbozzare una risposta con Di Fabio (arrivato in prima su una palla non trattenuta dal prima base Gregory Muller per poi rubare la seconda base) ed un singolo di Garbella, ma con corridori agli angoli arrivava anche il secondo doppio gioco che condannava definitivamente Rimini. Gli italiani annaspano e gli olandesi ne approfittano. Nel quarto Rotterdam segna il 4-0 con un fuoricampo di De Cuba e obbligano il Rimini ad un cambio sul monte, con Enorbel Marquez che prende possesso della pedana subito dopo un errore di Oscar Angulo, che non riesce ad effettuare il tiro su una battuta di Dille.

Mentre Yntema cominciava a strappare applausi lancio dopo lancio, Enorbel Marquez provava a porre rimedio anche ad una serie di errori da parte dei suoi compagni di squadra (a fine partita saranno 4 gli errori difensivi) l’ultimo dei quali regala il quinto ed ultimo punto al Neptunus, spinto a casa dal singolo di Boekhoudt dopo l’errore di tiro di Di Fabio.

Il Neptunus non aveva più ragioni per spingere mentre Yntema completava anche le ultime due riprese che servivano a bissare il titolo conquistato lo scorso anno a Ratisbona contro la UnipolSai Bologna ed a chiudere un torneo concluso in bellezza con un complete game shutout.

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La UnipolSai Bologna sconfigge la sorpresa Rouen Huskies per 8-0 e termina il proprio torneo con tre successi in cinque partite, conquistando dunque la consolazione di salire sul gradino più basso del podio della European Champions Cup.

La squadra di Daniele Frignani è stata perfetta e nonostante qualche sofferenza di troppo nella parte iniziale dell’incontro, non ha lasciato scampo ai normanni che dal quarto inning in poi sono stati eclissati dalle qualità dei lanciatori Noguera, Crepaldi, Cicatello e Pugliese che hanno combinato 7 riprese con 3 valide, 3 basi su ball e 12 strikeouts in rilievo di Jorge Martinez.

Bologna è sornione, e contro il lanciatore-manager Keino Perez totalizza solamente un singolo (con Alessandro Vaglio) nelle prime quattro riprese. Sono proprio i ragazzi di Perez ad essere i più pericolosi soprattutto nel primo inning, quando Gleeson (singolo) e Gauthier (base su ball) venivano lasciati in terza base da Leo Cespedes, e nel terzo, quando ancora una volta Cespedes lasciava in terza base Dylan Gleeson.

A partire dal quinto inning, e con l’eccezione della parte alta della sesta frazione dove gli Huskies sono tornati ad avere nuovamente due corridori in posizione punto grazie a tre rubate, in campo c’è stata solamente una squadra: Bologna.

Robel Garcia e Lorenzo Dobboletta, due tra i protagonisti del 8-0 della UnipolSai Bologna sui Rouen Huskies, festeggiano un punto a casa base. Foto Lorenzo BellocchioLa squadra di Frignani ha dato fiato alle trombe subito con le valide dei primi due battitori della ripresa, Mazzanti con un singolo a sinistra e Robel Garcia con un doppio lungo la linea dell’esterno destro, ed è passata in vantaggio con la sac fly di Vaglio. La UnipolSai non si ferma e con un singolo Grimaudo batteva il 2-0 mentre un doppio di Filippo Agretti consegnava ai suoi un già rassicurante 3-0. Dopo un sesto inning di pausa, nel quale Keino Perez ha trovato il quarto 1-2-3 inning della sua partenza, i felsinei son tornati subito alla ribalta segnando altri cinque punti tra settimo ed ottavo inning con i singoli di Dobboletta (contro Keino Perez) e Moesquit (contro il nuovo entrato Stephane Danne) nel settimo per spingere a casa Vaglio, Agretti e proprio Dobboletta; e nell’ottavo con un singolo da due punti a basi piene battuto ancora da Lorenzo Dobboletta, vero e proprio mattatore della giornata assieme a Vaglio (3-3, run, rbi), Agretti (2-5, run, rbi) ed al pitching staff con Antonio Noguera che ha conquistato il secondo successo della sua Coppa Campioni. Gli Huskies non possono far altro che alzare bandiera bianca nel nono, dove Nick Pugliese mette a referto ben due strikeouts su Hagiwara e Blondel prima di chiudere la partita eliminando in prima base Jose Paula.

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Nessun lieto fine per la T&A San Marino. Le speranze di chiudere la competizione in maniera dignitosa, e salvare dunque la partecipazione alla più importante competizione europea, si affievoliscono con le difficoltà di Carlos Quevedo già nelle prime due riprese di una partita persa per 8-3.

La L&D Amsterdam parte subito forte con i singoli dei primi due battitori, Remco Draijer e Zerzinho Croes, arrivati a casa sulla battuta interna di Berkenbosch e su una valida a sinistra battuta dall’altro Croes, Linoy. Nell’inning successivo addirittura San Marino riesce a far peggio, con Quevedo che perde la concentrazione dopo un bunt single di van Weert, arrivato con due eliminati, e passa in base Remco Draijer, quindi una palla mancata da Simone Albanese ed un successivo lancio pazzo portano la squadra della capitale dei Paesi Bassi avanti 3-0. Ma non è finita: Quevedo non si è ancora ripreso e concede un’altra base su ball a Zerzinho Croes, che è lesto a rubare la seconda. Giocata, quest’ultima, fondamentale poiché un altro lancio pazzo del numero 70 di San Marino valeva altri due punti per la compagine del manager Charlie Urbanus. I ragazzi di Mario Chiarini però non abbassano la testa. Dopo aver scampato un altro pericolo nel terzo inning, trovano la motivazione per tentare di riaprire la partita. Kevin Heijstek, lanciatore che ha già vinto la prima partita contro l’Heidenheim, incappa in un momento no e con due eliminati incassava i singoli in sequenza di Avagnina e Pulzetti, fatti fruttare dal doppio lungo l’esterno sinistro del solito De Wolf. Un inning più tardi un doppio di Bermudez e poi un singolo con due eliminati di Babini davano ancora più speranze a San Marino, che riduceva la distanza a soli due punti. Ma nella parte alta del quinto, un errore difensivo di Francesco Imperiali spianava la strada al sesto punto degli Amsterdam Pirates, che arrivava prontamente con il doppio a destra di Linoy Croes. È la mazzata che ancora una volta spegne il lineup di Mario Chiarini, che tornerà a farsi vedere nuovamente nel settimo proprio con un singolo del redento Imperiali. Dopo alcune occasioni non capitalizzate tra settima ed ottava ripresa, è Amsterdam a spingere sull’acceleratore segnando altri due punti nel nono inning con un doppio di Berkenbosch ed un singolo di Daal rispettivamente contro i rilievi Andres Peres e Tommaso Cherubini. Nella parte bassa San Marino colpirà un singolo contro il nuovo entrato Jim Ploeger, ma il rilievo olandese è bravo a restare in sé chiudendo il match con uno strikeout su De Wolf.

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