Questo sito web utilizza i cookies per offrire una migliore esperienza di navigazione, gestire l'autenticazione e altre funzioni. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento, l'utente esprime il suo consenso all’utilizzo dei cookies sul suo dispositivo.

 Visualizza la Privacy Policy Approvo
instagramyoutubecustom1
Il Presidente FIBS Andrea Marcon a colloquio con il Vice Presidente Fabrizio De Robbio (PhBass)
Nazionali Baseball

Intervista al Presidente Marcon: il dopo-Qualificazione è già iniziato. Le dimissioni di Gilberto Gerali

Terminato non certamente come ci si augurava il Torneo di Qualificazione Olimpica del Baseball, incontriamo il Presidente FIBS Andrea Marcon per fare il punto alla fine di questo intenso settembre, che ha visto la Nazionale azzurra in campo quasi ininterrottamente con 17 partite in 22 giorni, a partire dalle amichevoli di Barcellona.

“Prima di fare qualsiasi altra considerazione” premette il massimo dirigente federale “voglio ancora sottolineare che questa Federazione ritiene inaccettabile quanto successo dopo la partita con la Spagna e percorreremo tutte le strade possibili per tutelare l’immagine del nostro sport. Posizione, per altro, che condivido con il Presidente della Federazione Spagnola Julio Pernas, col quale sono in contatto. Quello che è successo in campo non ha niente a che vedere con lo sport e men che meno con le finalità che il sottoscritto, con tutto il movimento, intende perseguire. Mi occorre però anche aggiungere, ricevuta la risposta della WBSC al nostro appello contro le sanzioni comminate al Vice Presidente e Team Manager Vincenzo Mignola (che alleggerisce da 3 a 2 le giornate di squalifica, ndr), che non condividiamo la posizione della Commissione del Torneo, la quale sostiene l’inefficacia dell’azione di Mignola nel tentativo di sedare la rissa. Sedare non è certo il termine che utilizzerei per definire il sottrarre alcuni giocatori della squadra, finiti a terra, da un pestaggio a calci in faccia da parte di diversi elementi dell’altra squadra. Onestamente, in quella situazione, penso sia encomiabile il tentativo di ‘Gigi’, che ha messo a rischio la sua incolumità per tutelare quella degli atleti di entrambe le parti per poi ritrovarsi addirittura sanzionato. Il fatto poi che si voglia, da alcune parti, far intendere che la squalifica è automatica in quanto un componente dello staff non può mai entrare in campo in queste situazioni, mi trovo a contestare tale ipotesi per due motivi: il primo è che Mignola è l’unico squalificato nonostante siano entrati tutti i componenti delle due panchine, il secondo perché tale evenienza non viene assolutamente riportata nelle motivazioni espresse dalla Commissione.”

A parte questi gravi episodi extra-sportivi, rimane un quinto posto al Qualifier difficile da metabolizzare. “Assolutamente difficile. Sono state ore molto pesanti, quelle passate da domenica20190919 Gilberto Gerali (EzR/NADOC) ad oggi, che hanno portato alla irrevocabile riconsegna nelle mie mani del mandato di gestione della Nazionale Senior da parte di Gilberto Gerali. Al momento non posso che ringraziare ‘Gibo’ per tutta la dedizione, la passione e l’esperienza che ha messo nel progetto in questi mesi; condividerò poi con il Consiglio Federale l’analisi del presente e la pianificazione del futuro. Gibo anche in questa occasione si è dimostrato persona eccezionale e io stesso l’ho invitato a spiegare le motivazioni che lo hanno portato alle dimissioni.”

È un popolo di appassionati logicamente ferito, quello che ha assistito alla vicenda azzurra di queste settimane… “Questo è comprensibile e anche lecito” prosegue Marcon “ma se nelle prime ore dopo l’evento è normale aspettarsi che sia la delusione a parlare, ora quello che serve è ripartire in ottica costruttiva, soprattutto da parte di chi è chiamato a ruoli di direzione in questo movimento, sia che appartenga a posizioni diverse rispetto all’attuale gestione federale, sia, e a maggior ragione, chi invece ne fa parte e collabora con noi. In generale però, trovo inaccettabili certe esternazioni in merito a presunti ‘mercenari’ o ‘mancato attaccamento alla maglia’. Tutti i componenti di Italia Baseball hanno messo tanto e rinunciato a qualcosa per indossarla, questa maglia: allora quale è l’unità di misura dell’attaccamento? Vale di più rinunciare alle ore di lavoro per allenarsi ed ‘esserci’ oppure volare a poche ore dall’aver giocato una finale di campionato, lasciando sicuramente parte del proprio cuore accanto alla moglie che ha un serio problema di salute? Vale di più programmare la propria stagione professionistica in chiave Italia, quasi fosse un allenamento, per arrivaci nel picco di forma, oppure ignorare il dolore pur di dare il proprio contributo? Nessuno può dare risposte che non esistono. Vorrei che tutti si chiedessero se hanno piena coscienza di cosa serva per competere a massimi livelli. Di certo però una cosa va detta: nessuno degli atleti ha percepito alcuna somma, se non le diarie giornaliere (uguali per tutti), per giocare con l’Italia e nessuno ha fatto mancare il massimo impegno per onorare la maglia. Chris Colabello è l’esempio lampante di quanto ho appena espresso.”

Era questa la migliore squadra possibile? “È ovvio che del progetto, da sempre, facevano parte Alex Liddi e Robel Garcia, che non abbiamo potuto avere per le ragioni note. Altri, in particolare lanciatori, hanno subito infortuni che hanno impedito loro di essere con noi. Detto questo, sono convinto che questa squadra fosse competitiva e l’argento all’Europeo ne è la prova: l’Italia era sicuramente in grado di puntare al primo o al secondo posto a Bologna e a Parma, così come a Bonn. Quando il livello tecnico è così alto basta poco per far girare la gara e noi forse siamo stati poco fortunati in tal senso. E probabilmente in alcuni momenti anche noi abbiamo aiutato poco la fortuna. Di certo c’è che Israele, sul campo, ha ampiamente dimostrato di meritare questa qualificazione.”

Ci può già anticipare cosa succederà da qui in avanti per Italia Baseball? “Se mi chiedi il nome del nuovo manager la risposta è no. Ma il progetto seguiva già due vie: quella olimpica e quella di crescita. Per ora, purtroppo, ci dovremo dedicare unicamente alla seconda. È comunque possibile che anche il baseball, così come il softball, decida di mettere in calendario l’Europeo già il prossimo anno, per riprendere la cadenza modificata dalla qualificazione olimpica. Ripartiamo da qui.”

Intervista raccolta da Marco Landi