20/08/2009 17.30 Bookmark and Share

TORNIAMO A MENTE FREDDA SULLE GIOCO DIGITALE BASEBALL SERIES

Il trionfo della UGF Banca Bologna è stato anche un successo di pubblico e una nuova promozione del baseball come prodotto tipico della piena estate. Il San Marino già pronto a voltare pagina

Di Riccardo Schiroli

La Fortitudo festeggia sul monte dopo gara 5 (Ferrini/Fibs)Diciamo la verità: una finale scudetto che finisse con una delle 2 contendenti sconfitta 16-2 non ce la aspettavamo proprio. Non dopo una stagione all'insegna dell'equilibrio, con le triplette più rare delle mosche bianche. Non dopo un girone di semifinale che ha 'rischiato' la coda di uno spareggio. Non ad opera della UGF Banca Bologna sulla T&A San Marino, almeno non dopo la rimonta (da 0-9 a 10-9) messa a segno dal San Marino il 29 luglio e dopo che la Fortitudo era rimasta aggrappata alla speranza di disputare la finale solo in virtù di una rimonta ottenuta al 'tie break' nell'ultima partita del 'round robin' giocata contro la T&A.

La finale era iniziata nello stesso solco, con le prime 2 partite risolte da episodi. In gara 3 lunedì 17 la T&A è rimasta aggrappata alla partita con 4 formidabili doppi giochi e ha spaventato Bologna colpendo D'Angelo (all'esordio italiano dell'anno) con un fuoricampo da 2 punti di La Fera all'ottavo che sembrava il preludio ad una rimonta, visto che l'attacco proseguiva (e senza out) con Vasquez, De Biase ed Imperiali. Poi è successo qualcosa.
Come sapete, in gara 3 San Marino non ha completato la rimonta e la T&A ha iniziato gara 4 con una giocata difensiva molto discutibile di Vasquez all'esterno sinistro. Da quel punto, per i Campioni in carica è stato il buio.

La serie di finale obbliga i lanciatori partenti a salire sul monte con 3 soli giorni di riposo e rende quindi molto più rilevante che in 'regular season' o nel girone di semifinale l'uso dei rilievi. Nel baseball di alto livello è la normalità. Anche nelle Grandi Leghe americane molte squadre adottano una rotazione che permette ai pitcher di lanciare conFabio Betto, grande protagonista delle Series (Ferrini/Fibs) 5-6 giorni di riposo per mesi e poi li obbligano a lanciare con 3 giorni di riposo nella 'post season'.
Sta di fatto che, dopo gara 1 e 2, i partenti delle 2 squadre avevano più o meno gli stessi lanci: Estrada 123-Matos 110; Da Silva 99-Ribeiro 94.
In gara 4 Matos (80 lanci) ed Estrada (75) hanno sforzato il braccio allo stesso modo, ma il dominicano del Bologna è rimasto in pedana 6 riprese, mentre il venezuelano del San Marino è uscito al quarto senza out. In gara 5 Da Silva (traumatizzato da 2 homer subiti, da Garabito ed Infante, sui primi 5 lanci) ha avuto bisogno di 78 lanci per completare 4 riprese ed iniziare la quinta, mentre Ribeiro ha lanciato 7 inning ed effettuato 109 lanci.

Da Silva ha dato tutto quello che aveva da dare nell'ultima parte della 'regular season' e nel girone di semifinale. E diciamo che il suo rendimento è lo specchio della stagione della sua squadra, che ha disputato un girone di ritorno (17 vittorie su 21 partite) e un girone di semifinale (6 vittorie su 9 partite) davvero splendidi, ma si è trovata in riserva di energie quando si è trattato di cambiare marcia nella serie di finale.
Al dunque la T&A ha pagato uno staff di lanciatori corto, che il super lavoro di Estrada e Da Silva aveva fino lì mascherato. Entrambi hanno infatti lanciato da soli tante riprese (o appena di più) quante ne hanno lanciate Lucena, Orta, Tonellato, Schiavoni, Gregorius e Crudale messi assieme. Proprio Gregorius e Crudale sono il fattore che ha pesato sulla stagione del San Marino. O meglio, la loro assenza. Prima virtuale (media punti guadagnati 9.53 per l'antillano e 13.50 per l'ex Godo) e poi fisica, da quando sono stati rilasciati.

Specchio per specchio, prendiamo come contraltare Fabio Betto della Fortitudo. Ha lanciato una 'regular season' buona (12 gare da partente, 62.1 inning, media pgl 4.04) ma non eccezionale e poi ha messo assieme i migliori numeri di 16 anni di carriera nella 'post season': 3 gare da partente, media pgl 2.25 nel girone di semifinale e la gemma di gara 3 (7 inning, un punto guadagnato e 8 strike out) della finale. Il numero degli strike out di Betto dà il termine di paragone sulla differenza del suo rendimento: 23 in tutta la 'regular season', 22 nella sola 'post season'.

Juan Carlos Infante (Ferrini/Fibs)Non è ovviamente superfluo parlare dell'attacco bolognese, che ha chiuso la serie di finale con una media battuta di squadra di .337 e 4 giocatori dal rendimento 'anormale': Liverziani (non a caso MVP: media battuta .571, percentuale arrivi in base .680 ed OPS 1.537), Austin (.471-.600-1.541), Infante (.421-.571-1.091) e Garabito (.364-.423-1.196).

Per conto della T&A San Marino, Stefano Macina ha emesso, il giorno dopo la fatidica gara 5, un comunicato battagliero nel modo giusto. Partendo dalle 3 finali conquistate nelle ultime 5 stagioni e dal rendimento nel girone di ritorno e nel girone di semifinale 2009, Macina scrive: "Questi sono i dati di una squadra che non solo ha onorato il titolo che stava difendendo, ma che è stata capace  di esprime un buon baseball e che si è conquistata con merito la finale".
Conclude Macina: "Una stagione da non buttare alle ortiche, sia sul piano sportivo che di presenza di pubblico sulle tribune dello stadio di Serravalle, dove ho notato la presenza di molte persone che erano anni che non vedevo allo stadio; questo ci sprona a migliorare e ad intervenire, in particolare in quei settori nei quali una finale al meglio delle 7 partite in 9 giorni richiede un organico più completo, ovvero il monte di lancio; ma  questo sarà il lavoro delle prossime settimane".

Per concludere, partiamo dalle considerazioni del dirigente del San Marino sul pubblico.
E' stata una grande soddisfazione, per chi come me crede ciecamente nella serie di finale giocata in piena estate, vedere che Bologna ha avuto il miglior pubblico degli ultimi anni proprio il 14 e 15 agosto. Ancora più piacere mi ha fatto vedere una presenza record sulle tribune del rinnovato impianto di San Marino. Tanti spettatori erano di Bologna, certo. Ma se ricordate, la finale 2005 (tra San Marino e Bologna) venne pesantemente criticata per "le tristi immagini delle tribune vuote di San Marino". Era ottobre e il bar serviva 'vin brulè'.

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