07/01/2009 12.10 Bookmark and Share

GIANNI DONA', PITCHING COACH ALLA CORTE DEI NEW YORK METS

Si è conclusa l'esperienza del tecnico dei Dragons Castelfranco all’Accademy di Boca Chica nella Repubblica Dominicana. I ricordi di Rick Waits

Mentre il baseball italiano giocato è sopito nel letargo invernale c'è qualcuno che vola oltre oceano per vivere un'esperienza nel fantastico baseball professionistico. E' il caso dell'eclettico tecnico dei Dragons di Castelfranco Veneto, Gianni Donà, che è volato in Repubblica Dominicana per intraprendere una avventura alla corte dei New York Mets. Erano mesi che Donà si era imposto di partecipare ad un training invernale presso qualche accademia delle squadre di Major League. Nella sua carriera di tecnico Donà ha fatto diversi corsi a Cuba, Panama e negli Stati Uniti ma mai con organizzazioni della MLB. Pazientemente è riuscito, grazie alle sue amicizie internazionali, a contattare il responsabile dei Mets che cura le varie Academy della franchigia riuscendo ad entrare per due settimane nella NY Mets Academy di Boca Chica. L'accademia, che occupa 37 acri ed è costata 8 milioni di dollari, è stata inaugurata il 29 luglio 2008 alla presenza del Presidente della Repubblica Dominicana, Leonel Fernandez, del Ministro dello Sport USA , Jay Payano, e naturalmente dai vertici dei Mets, il Chief Operating Officer Jeff Wilpon e il General Manager Omar Minaya.

I New York Mets hanno effettuato questo gigantesco investimento per creare un bacino di nuovi talenti Dominicani e dell'America Latina che andranno a rinfoltire le squadre della franchigia newyorkese.  L'Academy sarà anche la casa della formazione dei Mets che parteciperà alla Dominican Summer League. Donà in queste due settimane ha seguito la preparazione di circa una cinquantina di lanciatori potendo spaziare liberamente su tutti i molteplici aspetti della giornata in accademia. Un pezzo di U.S.A. in D.R. dove nulla è lasciato al caso ed è molto più bello di Port S.Lucie in Florida, sede dello spring training. Tutto in accademia viene meticolosamente programmato e a fine giornata vengono trasmesse pagine di report, alla sede principale di N.Y, con dati di ogni tipo: pitching chart, score, disable list, ecc. "L'incredibile accoglienza che mi è stata riservata mi ha lasciato senza parole e dal primo momento sono stato considerato a tutti gli effetti un coach dei Mets. Un piccolo aneddoto per spiegare il clima di rispetto che vige in questa accademia. Il primo giorno che mi sono recato nella sala mensa mi sono subito accodato alla fila di giocatori che erano in attesa di essere serviti. Di punto in bianco la fila si è bloccata e tutti si sono girati a guardarmi. Il giocatore che mi precedeva mi ha detto: "Coach lei ha sempre la precedenza!" Vestito da capo a piedi sono stato subito catapultato in campo e per dieci giorni dalle 6 del mattino alle 14, ho mangiato solo baseball".

L'attività dell'accademia coinvolge un centinaio di giovani prospetti, dai 17 a 23 anni, che vivono all'interno della nuova struttura. Tra questi anche due europei, un olandese e un belga. I coach dispongono di appartamenti separati dotati di tutto è di più. Dal lunedì al venerdì il centinaio di giocatori, divisi in due squadre, si allenano e giocano regolarmente ogni giorno una partita all'interno dell'accademia o contro le altre accademie della MLB. "I pitcher, che ho avuto modo di seguire, lanciano la fast dalle 87 alle 94 miglia e tutti sono dotati di cambio, slider e curva da far rabbrividire. Tra questi anche il figlio del famoso Pedro Martinez, asso dei Mets e dei Boston. In accademia arrivano costantemente altri giocatori che vengono a provare nei try-out settimanali e tra questi ci sono giocatori di valore che non vengono scelti ma che figurerebbero benissimo nella nostra IBL.

 Durante la prima settimana è arrivato Rick Waits, vecchia conoscenza del baseball Italiano a Rimini e Parma e con 12 anni di Major League alle spalle. Lavora anche lui per l'organizzazione dei Mets. Attualmente è pitching coach per i Zephyrs, AAA dei Mets, di stanza a New Orleans, ma che presto si sposteranno a Buffalo. Personaggio fantastico!. Sono stato tutti i giorni al suo fianco, lavorando con i lanciatori e parlando anche del suo passato in Italia. Ha dei bellissimi ricordi e molti amici in comune (Cabalisti, Betto, Gaiardo, Gambuti, Carelli, Ceccaroli, Tondini.....)". In accademia è all'ordine del giorno incontrare ex giocatori di MLB, come Francisco Cabrera (nel 1992, nella settima gara delle World Series e nono inning, battè la valida che portò a punto David Justice e Sid Bream per il 2 a 1 che fece vincere il titolo agli Atlanta Braves) che è l'attuale coach dei ricevitori. Ma è possibile incontrare anche pro in attività come Aramis Martinez, terza base dei Cubs, e nella seconda settimana è arrivato il pitching coach dei Mets Randy Niemann, nickname Nemo, persona simpaticissima e disponibile. "Alla fine del secondo week mi sono congedato e assieme al mio nuovo incredibile bagaglio di esperienza e alle nuove amicizie porterò sempre nel mio cuore la domanda che alcuni giocatori mi hanno fatto salutandomi: "Coach ... lei... ora torna a New York? Magari!"

 

 
 

           

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